L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 24 luglio 2021

Ucraina abbaia alla luna, perde 2 miliardi di dollari all'anno, il gas per Euroimbecilandia non passa per più per il suo territorio. Ha tradito la Russia e viene tradita dagli Stati Uniti: nemesi

Biden lascia fare il Nord Stream 2 a Merkel e Putin

Maurizio Blondet 23 Luglio 2021

Joe Biden non cercherà più di impedire il completamento del Nord Stream 2 (il raddoppio). E’ la ultima vittoria che la Merkel ha portato a casa con la sua ultima visita a Washington come cancelliera. E’ una vittoria che assesta una sconfitta per Polonia, Baltici ed Ucraina che si stavano opponendo al completamento del dotto, con tutti i mezzi, e contavano sugli “alleati americani” per sabotare l’opera.

Rabbioso e pittoresco anche il commento del senatore Ted Cruz, esprimendo il dispetto bipartisan dell’intero Congresso sull’accordo tra Stati Uniti e Germania sul Nord Stream 2: “Una vittoria geopolitica per la generazione di Putin e un disastro per gli Stati Uniti e i nostri alleati. Il presidente Biden sfida la legge degli Stati Uniti e si arrende completamente a Putin. Decenni dopo, i dittatori russi continueranno a raccogliere miliardi dal regalo di Biden e l’Europa sarà ancora soggetta al ricatto energetico russo. Abbiamo sempre saputo che Biden era a letto con Putin [ma non era Trump?,ndr] e ora stanno limonando”. https://t.me/dimsmirnov175/23701

Apparentemente, è la completa marginalizzazione dell’Ucraina, e per alcuni, prelude alla sua “finlandizzazione”. Persino Victoria Nuland, che tanto fece per determinare il cambio di regime a Kiev, adesso dice che “USA e Germania hanno trovato un accordo su Nordstream2, e l’ Ucraina verrà aiutata a differenziare le forniture energetiche”. La Germania promuoverà il rinnovo del contratto con la Russia sul transito ucraino per 10 anni alla scadenza. Come commenta RT, in realtà è un accordo atroce per l’ Ucraina il cui problema non è diversificare le fonti, ma incassare 2 mld. $ l’ anno di diritti di transito. Zelensky lascia trapelare che l’ accordo ignora gli interessi ucraini. https://t.me/bbbreaking/94768

Ma l’amministrazione Biden ha chiesto all’Ucraina “di non aggravare la situazione mentre il progetto russo-tedesco è in fase di completamento”.

Durante i negoziati con la Germania sul Nord Stream 2, Washington ha bisogno che le autorità ucraine non dichiarino la loro posizione su questo tema, riferisce Politico, citando fonti della Casa Bianca. https://www.politico.com/news/2021/07/20/us-ukraine-russia-pipeline-500334

Dopo l’accordo con Biden, Merkel ha telefonato a Putin, che hanno sottolineato entrambi la loro soddisfazione. Si tratta di «un’intesa commerciale vantaggiosa per la Germania e l’Europa», ha detto Vladimir. Il motivo di questo cambiamento, in parte enigmatico, è probabilmente definitiva individuazione , da parte di un governo Biden non proprio abile nelle messe a fuoco, della Cina come avversario geostrategico primario, un bersaglio grosso che fa assare in secondo piano la Russia come nemico della narrativa NATO.

Lo ha confermato il direttore della CIA William Burns alla National Public Radio: – La CIA sta valutando opzioni per utilizzare gli schemi della guerra fredda, precedentemente focalizzati sull’URSS e la Russia, contro la Cina;

gli Stati Uniti non hanno prove della responsabilità della Russia per gli attacchi al personale delle missioni diplomatiche americane con l’uso di energia diretta,anche se dietro questi attacchi potrebbe esserci Mosca; – le autorità russe non c’entrano negli attacchi informatici degli hacker.

L’Ucraina serviva come cagnetto provocatore per mordere alle caviglie Mosca con continue provocazioni; adesso la sua utilità è diminuita in questa mansione, come anche quella di Varsavia: dovendo scegliere fra Polonia e Germania nel confronto che si profila con la Cina, Biden ha scelto quello più grosso economicamente invece che l’altro “alleato NATO” con ambizioni irrealistiche (vedasi il progetto Intermarion, la cintura antirussa, ad egemonia polacca, di paesi che uniscano il Baltico al Mar Nero, che cova storicamente nelle esaltate menti politiche di Varsavia).

Nell’insieme sembra una buona cosa. l ministro degli esteri Sergej Lavrov ad agosto visiterà Italia, Austria e Ungheria, e vediamo cosa dirà.

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