L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 18 agosto 2021

Afghanistan - 9 anni fa la maggior parte del paese non paese non era sotto il controllo governativo e la corruzione era scandalosa

AFGHANISTAN: QUANTA IPOCRISIA... ANCHE SOLO NELLO STUPORE!


(di Andrea Cucco)
17/08/21

Dopo 20 anni l’Afghanistan è tornato in mano ai talebani. Siamo davvero sorpresi?

Quando 9 anni addietro ci sono tornato per cercare di verificare quello che veniva raccontato, ho tratto pochi ma chiari insegnamenti: la maggior parte del paese non era di fatto sotto il controllo governativo e la corruzione (locale e straniera) era scandalosa. Poche città erano “sicure” e di sera le strade provinciali erano controllate da altri (di norma i funzionari governativi venivano freddati sul posto e gli stranieri sequestrati…). Colleghi ed attivisti di associazioni anticorruzione afgane raccontavano inoltre di mezzo miliardo di dollari che ogni mese prendeva la via dei Paesi del Golfo.

Ovviamente non ho realizzato certe conclusioni dalla suite di un hotel con guardie armate intervistando ministri o lacchè. Come ben più illustri e navigati colleghi ho girato e parlato con tutta la gente che ho potuto, vestito da afgano, ospite di afgani.

Tornato in Italia, dopo un paio d’anni, scopro in tempo reale che la democrazia esportata era poi una clamorosa truffa: le elezioni sono state platealmente manipolate designando come presidente un candidato sconfitto. Questa dinamica mi è stata a suo tempo confermata in ambienti riservati. Gli stessi che per lavoro non informano di certo il pubblico ma sicuramente i decisori politici.

Scrissi due articoli (vedi link) perché era un volgare insulto! Uno sfregio sulle lapidi dei nostri militari che avevano perso la vita – anche – “per la democrazia in Afghanistan”. Una vergogna omertosamente assecondata con il silenzio (ripeto: consapevole) di troppi governi nazionali.

È stata questa la "democrazia" esportata ai poveri ed arretrati afgani con cui, ancor oggi, ci si riempie la bocca???

Ordunque, se il nostro governo fosse formato da marionette in mano a stranieri, se nella maggior parte del territorio nazionale le regole fossero dettate o imposte da “una realtà statuale parallela”, se la corruzione fosse regola, se molti miliardi venissero deviati e trasferiti all’estero e si facesse infine ripetutamente spregio della volontà elettorale popolare... una Rivoluzione sarebbe “estremismo” o un’inevitabile reazione popolare?

Perché a livello internazionale, prima di rifare gli ennesimi conteggi delle spese militari, non indaghiamo sull’effettiva destinazione degli aiuti inviati in questi 20 anni?

Di gente povera ne ho vista troppa in quel paese. Se decine di miliardi fossero stati veramente spesi efficacemente in Afghanistan tanta gente non sarebbe alla fame e sanità ed istruzione sarebbero pubbliche (non private e per pochi!) e gratuite…

Talebani


Gli “studenti” negli anni ‘90 hanno inizialmente riscosso ampio consenso popolare in un paese che subiva da anni gli abusi di corrotti e violenti signori della guerra che avevano letteralmente raso al suolo intere città e spadroneggiavano senza argini… I Talebani li esautorarono senza troppi complimenti. Ma nel 2001 cosa è stato fatto per conquistare cuori e menti? Sono stati rimessi al potere!

L’isteria a cui assistiamo nelle immagini che giungono da Kabul è però un segnale inquietante perché non esiste un “popolo” afgano, esistono “fazioni” per lo più su base etnica. Quella nuovamente al potere (che non rappresenta una maggioranza, nemmeno relativa!), in passato, ha più volte in diversi anni promesso "pace e fratellanza" per poi sterminare migliaia di persone senza scrupoli.

Se e quando verranno massacrati nuovamente innocenti, cosa faremo? Ripeteremo i rituali “mai più” o invieremo note di protesta???

O finalmente capiremo che è ed era meglio raccontare onestamente il lavoro dei nostri militari in missione? Italiani che combattono, se degnamente comandati, per salvare vite umane anche a costo della propria, non connazionali da proteggere (o nascondere) per non creare fastidi od imbarazzi politici.

Personalmente ho sempre trovato più sporche di sangue le mani di chi resta a guardare o si gira da un’altra parte, rispetto a quelle degli stessi assassini materiali.

Ebbene, se lo stupore è passato, la domanda è: "cosa faremo di fronte alle bestie se riproporranno le loro logiche precedenti ed allo scacco all'Occidente del loro scaltro sostenitore?"

Per concludere una riflessione. La mia generazione ha vissuto la guerra fredda ed il suo epilogo: una vittoria sommariamente rappresentata da un ritiro militare e dalla caduta di un muro.

L’immagine degli ultimi blindati sovietici che attraversavano il “ponte dell’amicizia” il 15 febbraio del 1989 (foto in basso) ha rappresentato una sconfitta che ha pesato come un macigno sul già precario destino dell’Unione Sovietica ed è stata ampiamente e gradevolmente propagandata nel “mondo libero”. Dopo quell’evento tuttavia il governo afgano resistette oltre tre anni. Persino ai tempi della guerra del Vietnam il corrotto governo di Saigon durò due anni. Oggi, a frettoloso ritiro in corso, il corrotto governo afgano è già scomparso.

Quali saranno le disastrose conseguenze, anche solo in termini di credibilità, per il nostro emisfero?


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