L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 11 agosto 2021

Anche con la terza dose ti infetti infetti e ti ammali, a che pro il Passaporto dei vaccini sperimentali?

Israele, la terza dose affonda: già nuovi casi di infezione




In Israele si riscontrano sempre più infezioni tra le persone vaccinate. anche i ricoveri e le malattie gravi colpiscono relativamente più i vaccinati che i non vaccinati e questa inaspettata situazione ormai in atto da giugno ha fatto scattare l’operazione terza dose che è stata iniettata in pochi giorni a 420 mila persone sopra i 60. Ma adesso si cominciano a scoprire casi di nuove infezioni anche tra i terzo dosisti: il Times of Israel scrive che a 14 israeliani è stato diagnosticato il Covid nonostante siano stati vaccinati con una terza dose di cui 11 sopra i 60 anni e i restanti 3 immunodepressi: due di queste persone sono finite in ospedale. Naturalmente sono le prime scoperte e c’è da giurarci che ben presto il fenomeno di allargherà a macchia d’olio anche perché non c’è alcun motivo di credere, né è stata presentata alcuna pezza d’appoggio scientifica che la terza dose di un vaccino che ha fallito già due volte possa cambiare la situazione. Perché è evidentemente il meccanismo di azione che non funziona.

E adesso pare che spuntino liti nel governo sulle misure da adottare in vista dell’ulteriore aumento del numero di contagi che si è avuto dopo il vaccino e probabilmente dovuto allo scasso del sistema immunitario che provoca. Il ministro dell’Istruzione Yifat Shasha-Biton ha suscitato polemiche definendo un “crimine” i piani per vaccinare gli studenti nelle scuole. Inoltre ha combattuto perché l’ipotesi di un nuovo blocco fosse messo all’ordine del giorno: “Abbiamo visto i grafici: non importa se i paesi hanno bloccato o meno, i grafici di morbilità sembrano gli stessi”. Il ministro dei servizi segreti Elazar Stern ha concordato: “Dobbiamo rimuovere la parola ‘blocco’ dal nostro lessico. Stiamo facendo vivere le persone sotto minaccia” E il segretario al Tesoro ha sostenuto: “l’Australia è attualmente nella sua ottava fase di blocco e il numero di casi è ancora in aumento.”

Ora facendo quattro calcoli a partire dal 2020 molti israeliani dovrebbero aver acquisito un’immunità naturale al covid e moltissimi altri dovrebbero averla acquisita con i vaccini. Quindi la situazione che si va creando con la diffusione di nuovi contagi non delinea soltanto l’ipotesi che questi preparati di ingegneria genetica non servono a nulla, ma che abbiano anche l’effetto, teoricamente già sollevato in alcuni studi, di deprimere l’immunità naturale già raggiunta per il covid, e oltretutto di indebolire le difese contro altri virus e batteri. In effetti ci troveremmo di fronte ad una epidemia da vaccino più che da virus.

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