L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 24 agosto 2021

Attraverso l'influenza covid terrore e paura sono diventati metodi di governo. Ogni logica è saltata e tutto funzione solo per governare attraverso la paura e panico

Merkel in menzogna intensiva



Da oltre sei mesi in Germania il governo della Merkel ha creato una sorta di impero del terrore basato su due caposaldi: il primo si impernia sugli insignificanti dati di incidenza, tutti basati su 100 mila abitanti in maniera da aumentare l’impatto piscologico: dire che l’incidenza è 100 (su centomila) è lo stesso che dire 1 su mille, ovvero lo 0,1 per cento, ma agli occhi e alle orecchie fa un’impressione diversa. E il secondo pilastro è che anche se le vaccinazioni non sembrano fermare la diffusione del virus sono utili a diminuire le ospedalizzazioni e dunque il rischio che vengano a mancare i letti in terapia intensiva. Fingiamo per un momento, ma solo così per un puro esperimento mentale, che sia tutto vero, che i tamponi restituiscano un’accettabile mappa della diffusione virale del Sars Cov 2 e che i vaccini realmente rendano meno grave una sindrome influenzale che in realtà, nella massima parte dei casi, è asintomatica. Allora la Merkel dovrebbe spiegare come mai in mezzo a tanta preoccupazione i letti in terapia siano diminuiti di diecimila unita: all’inizio del 2020 erano 32.000, tra luglio e novembre dello stesso anno siano stati ridotti a 28.814 e oggi siano 22.901.

Come può accadere che si giustifichi la messa in mora dello stato di diritto per evitare che la sanità venga sommersa dai casi di Covid e nello stesso tempo tagliare di un terzo le terapie intensive? Questo è davvero inspiegabile, ma adesso è saltata fuori una nuova legge per la quale gli ospedali riceveranno nuovi fondi se nella loro area di competenza l’incidenza arriva a 70 su 100 mila, ovvero lo 0,7 su mille e più del 75% dell’unità di terapia intensiva è occupata da pazienti. Così si continuerò a fare come si è fatto in questi sedici mesi: gli ospedali diminuiranno i posti letto delle terapie intensive per poterle avere più piene e dunque ricevere fondi. Ecco svelato il segreto: in sostanza il governo sta pagando ospedali e medici perché tengano bordone alla commedia pandemica e permettano la prosecuzione delle misure nonché il ricatto vaccinale Ma a parte i numeri che appaiono cone front end di questa commedia il piano governativo di prolungare le misure oltre l’11 settembre tutte le misure restrittive non ha senso: se infatti la vaccinazione protegge da esiti severi della malattia come viene asseverato, allora che bisogno ci darebbe di prolungare l’emergenza? Senza parlare del piano che dopo il primo ottobre dovrebbe rendere obbligatorio il passaporto vaccinale per qualsiasi contatto sociale, lavoro compreso, in mancanza del quale occorrerà fare tamponi tutti i giorni e a pagamento il che vuol dire vaccino obbligato per i ceti popolari E se si osa protestare ecco che la polizia picchia a più non posso. Francamente non credo che il regime dei talebani sia più repressivo.

Ma tutto questo ci dice qualcosa sul futuro prossimo: la Merkel si può permettere tutto questo semplicemente perché è totalmente fuori dalla logica democratica: non ha bisogno più bisogno del consenso dei cittadini perché come sappiamo non si ricandiderà per le elezioni di settembre, ma in compenso ha bisogno del consenso dell’oligarchia per ad un compito internazionale che nelle interviste viene evocato, ma non specificato. Non mi stupirei se l’incontro con Putin a Mosca abbia qualcosa a che vedere con questo, ma non è certamente un caso se già i bollettini stampa del potere hanno cominciato a dire che che adesso l’Europa è priva di una guida forte e ora cosa si farà eccetera eccetera: insomma è già cominciato il tam tam per rendere plausibile ai cittadini il fatto che la Merkel continui in qualche modo a governare da una poltrona di prestigio dalla quale la ex cancelliera possa continuare a fare quella politica per quell’Europa dei poteri forti della democrazia di facciata, delle privatizzazioni e delle disuguaglianze che è stato sempre il suo obiettivo. Non è un caso che si consideri indispensabile all’Europa un personaggio distante come non mai da quelli che l’Europa hanno tentato di farla: e che infatti deve costringere a una malattia inventata affinché non riconosca quella vera.

Nessun commento:

Posta un commento