L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 19 agosto 2021

Aumentano i contagiati scovati dai tamponi farlocchi, dobbiamo convivere con l'influenza covid, le cure ci sono ma non si devono usare questo è l'ordine dell'ideologia dei vaccini sperimentali a cui l'Oms ubbidisce ciecamente

Covid, l’Oms avverte: «4,4 milioni di nuovi casi solo nell’ultima settimana»

18 AGOSTO 2021 - 18:21


Il Covid non rallenta la sua corsa e i dati che vengono da tutto il mondo non sono confortanti. I morti sono stati 66 mila in appena 7 giorni

Continua a crescere, e non intende arrestarsi, il numero di nuovi casi nel mondo. Secondo l’Oms, numeri alla mano, solo nell’ultima settimana sono stati registrati 4,4 milioni di nuovi contagi da Covid. Dati che preoccupano e che fotografano una situazione in peggioramento. Il totale dei casi, dall’inizio della pandemia, sale così a 206 milioni. Il bollettino settimanale dell’Oms registra, sempre nel periodo 9-15 agosto, anche 66 mila morti, numero quasi invariato rispetto a quello della settimana precedente, con il totale che tocca quota 4 milioni e 370 mila. «Il trend è in gran parte dovuto alla regione del Pacifico Occidentale – si legge – e all’America, che hanno riportato un aumento rispettivamente del 14 per cento e dell’8 per cento». A pesare è soprattutto «la variante Alfa con casi segnalati in 190 Paesi, mentre 138 hanno riportato casi di Beta, 82 di Gamma e 148 di Delta», tre in più rispetto alla settimana scorsa.

I numeri della pandemia nel mondo

Gli Usa sono il Paese che ha avuto il maggior numero di nuovi positivi la scorsa settimana con 884 mila casi (l’aumento è del 9 per cento), seguiti da Iran e India. Il numero più alto di nuovi morti, invece, «si è avuto in Brasile (6.100, in calo del 3 per cento) e nella Federazione russa (5.618, in aumento del 2 per cento)». «La maggior parte dei Paesi – scrive ancora l’Oms – continua a vedere aumenti significativi nell’incidenza, inclusi Azerbaijan, Georgia, Israele, Kosovo, Montenegro e Nord Macedonia. Dopo un graduale aumento nell’incidenza dei morti per sei settimane consecutive, negli ultimi giorni è stata riportata una piccola riduzione».

Oms preoccupata anche per la carenza di un farmaco anti Covid-19

Sempre l’Oms, stavolta insieme a Unitaid, l’alleanza globale per le cure nei paesi in via di sviluppo, denuncia anche la carenza di Tocilizumab, uno dei farmaci approvati contro il Covid in forma grave. E si dice preoccupata. Ieri, infatti, l’azienda produttrice ha fatto sapere che presto potrebbe registrarsi una carenza del farmaco a causa dell’impennata della domanda. «Tocilizumab può avere un ruolo chiave nel diminuire la mortalità e il bisogno di ventilazione meccanica tra i pazienti gravi – scrivono Oms e Unitaid – se somministrato insieme all’ossigeno e ai corticosteroidi. Se da una parte prendiamo atto delle misure annunciate da Roche per risolvere il problema, chiediamo alla compagnia di garantire un’equa distribuzione degli stock attuali di questo farmaco per tutti i Paesi, compresi quelli a basso e medio reddito. Inoltre incoraggiamo fortemente Roche a facilitare il trasferimento tecnologico e delle conoscenze necessarie per ampliare l’accesso a questo importante trattamento».

Foto in copertina di repertorio: ANSA/GIUSEPPE LAMI

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