L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 4 agosto 2021

Cartabia annulla i processi eliminando la pena. Il reato senza pena non è più reato, via libera a delinquere

Riforma Cartabia, la procedura penale può ornarsi a lutto

AM POOL VIA GETTY IMAGES

L’obiezione più grande e insuperabile per un giurista alla c.d. riforma Cartabia anche nel testo emendato è che, se l’azione penale è obbligatoria (art.112 cost.), il processo non può evaporare, svanire nel nulla quando il reato non è estinto.

Il processo può estinguersi se si estingue il reato. Ma se l’ipotesi di reato è in vita e l’azione, ossia la domanda di accertamento, è stata promossa, occorre un risposta che non può essere il dissolvimento del processo.

Altra cosa è l’estinzione del reato perché prescritto. La prescrizione del reato deriva dal fatto che dopo un certo lasso di tempo, salvi i reati gravissimi imprescrittibili, viene meno l’interesse dello stato a perseguirli. Ora con la meccanicistica improcedibilità il processo dopo un certo lasso di tempo indicato nella riforma, evapora e chi si è visto si è visto. Con buona pace non solo delle vittime del reato costrette in ipotesi a iniziare ex novo eventuali, lunghe e costose azioni giudiziarie. Ma anche di imputati assolti in primo grado a cui viene negato il diritto di proclamarsi assolti in quanto “improcedibili”.
Senza che nemmeno sia possibile rinunciare all’improcedibilità, a differenza della prescrizione del reato che processualmente è rinunciabile, per essere assolti nel merito.

Come ha affermato il prof. Paolo Ferrua, docente emerito di procedura penale e allievo di Conso, la Procedura Penale oggi può ornarsi a lutto. Ed è pur vero, quanto ai termini più lunghi introdotti da ultimo per la declaratoria di improcedibilità dei reati di mafia o altri, che anche i presunti mafiosi (tali solo dopo la condanna definitiva) hanno diritto a un processo di durata ragionevole.        

Ancora Paolo Ferrua con la chiarezza che lo contraddistingue:

“Quando la risposta giudiziaria tardi oltre il limite del ragionevole e non sopraggiunga la prescrizione del reato, si possono prevedere misure risarcitorie e riparatorie per l’imputato, sanzioni per i magistrati negligenti e vari altri rimedi; e si potrebbe persino stabilire che, se la sentenza di merito sopraggiunge dopo un certo termine, il processo possa proseguire in grado di impugnazione solo nell’interesse dell’imputato (il che equivarrebbe a rendere inappellabile l’assoluzione e insuscettibile di riforma in peggio la condanna).

Ma, sino a quando non si modifichi l’art. 112 Cost., non è ammissibile che, perdurando la punibilità del reato, il processo svanisca nel nulla con una sentenza di non doversi procedere. In regime di azione penale obbligatoria, l’evaporazione del processo a reato non estinto è un’anomalia senza precedenti, una figura contraddittoria, in-classificabile nel senso letterale della parola, perché ribelle a ogni inquadramento giuridico. Che il decorso del tempo possa estinguere il reato, segnando la fine del processo, è plausibile; che estingua direttamente il processo, lasciando in vita il reato, è abnorme”.            

Ultima notazione: mentre si immagina di mostrare il volto duro e si fa la faccia feroce, che cosa ne è di una seria e coordinata depenalizzazione di fatti da sanzionare ma non penalmente? E di sanzioni alternative effettive ed efficaci in termini di rieducazione e socializzazione non affidate all’estro o al buon cuore di un qualunque giudice? E di una riorganizzazione del sistema carcerario rispettosa dell’art.27 costituzione?

https://www.huffingtonpost.it/entry/riforma-cartabia-la-procedura-penale-puo-ornarsi-a-lutto_it_61092615e4b0b94f6074a709

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