L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 4 agosto 2021

Cartabia puah

Sodano si scaglia contro l’improcedibilità dei processi per mafia introdotta dalla Riforma Cartabia

3 Agosto 2021

Da domenica scorsa, insieme ai Parlamentari indipendenti, sto combattendo alla Camera dei Deputati contro la riforma dell’impunità Cartabia, giudicata pericolosissima da Nino Di Matteo e Nicola Gratteri, solo per citare alcuni illustri nomi. Sono stati stravolti tutti i tempi della democrazia: tagliola in commissione giustizia, questione di fiducia in aula e perfino contingentamento dei tempi nella discussione degli ordini del giorno, da 5 a 1 minuto.

La mia personale lotta ha avuto come oggetto principale la modifica dell’articolo che rende improcedibili anche i processi per mafia, a meno che essi non siano “particolarmente complessi”. Stabilire se un processo sia “particolarmente complesso” costituirà enormi ambiguità e potrà, in ogni caso, permettere agli imputati di fare ricorso in cassazione fino a far scadere il procedimento. Si apre un capitolo tutto nuovo di sconfitte di Stato a vantaggio di chi potrà avvalersi di potenti strumenti di difesa utili al fine di sottrarsi alla giustizia.

Questa riforma è un punto di non ritorno, una dichiarazione di resa, annulla i trent’anni di lotta alle mafie successive alle stragi di via d’Amelio e Capaci.

Come già dichiarato da Salvatore Borsellino, tutti i Deputati e i Senatori, che daranno il proprio si alla riforma Cartabia, non dovrebbero mai più pronunciare il nome degli eroi dell’antimafia che hanno perso la vita.

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