L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 14 agosto 2021

Chi conosce dal di dentro la realtà della medicina sa, della gestione e di che tipo di malattia è l'influenza covid e non tutti si piegano alla narrazione delle televisioni basata sui tamponi fasulli e il conteggio degli asintomatici nel novero dei malati sposando indefessamente l'ideologia dei vaccini sperimentali

Un migliaio i sanitari no vax in Sicilia, parte la caccia: rischio stop

di Gioacchino Amato


A Messina in dieci sono già senza stipendio e sollevati dalle loro mansioni, i numeri più preoccupanti riguardano i camici bianchi del Palermitano: sono 536

13 AGOSTO 2021 

Una trentina di medici e operatori sanitari già sospesi ma soprattutto un migliaio di " diffidati" per i quali la sospensione dal servizio e dallo stipendio potrebbe scattare già dopo Ferragosto. Nella Sicilia del record di contagi da Covid- 19 le Asp e le aziende ospedaliere siciliane continuano la caccia ai sanitari no vax dopo il decreto di aprile che ha reso obbligatoria la vaccinazione per il personale pena la sospensione dal servizio e la perdita dello stipendio. Tutto è partito dagli elenchi del personale sanitario non vaccinato stilato dal Dasoe, il dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico dell'assessorato regionale alla Salute. Un elenco da brividi che contava a metà luglio 5.768 medici siciliani su 43.215 ancora non vaccinati pari al 17 per cento e 9.567 infermieri senza vaccino su 34.556, ben il 27 per cento. Numeri raccolti a tre mesi dall'entrata in vigore dell'obbligo vaccinale.

È da questi elenchi che sono iniziati gli accertamenti attraverso gli Ordini professionali che hanno fornito a Asp e aziende ospedaliere centinaia di indirizzi di posta certificata degli iscritti per inviare, innanzi tutto, un " invito alla vaccinazione". Se il destinatario non dimostra di essersi vaccinato o di avere un valido motivo per non farlo ( essere guarito dal Covid, con particolari patologie o in gravidanza) oppure non risponde, scatta la diffida e dopo cinque giorni la sospensione. La più solerte è stata l'Asp di Ragusa che già a fine maggio ha sospeso 30 sanitari, di loro 12 si sono vaccinati e tre hanno dimostrato di essere esenti dall'obbligo mentre 15 sono tuttora sospesi e a questi qualche settimana fa se ne sono aggiunti altri cinque. "Su quattromila dipendenti - spiega il dirigente Angelo Aliquò - abbiamo avviato accertamenti su 140, in 52 non hanno dato una giustificazione e potrebbero essere sospesi la prossima settimana. Stiamo anche controllando una serie di certificati tutti firmati da un noto medico pugliese con posizioni no vax che rilascia i certificati al costo di 65 euro a chi invia la documentazione medica a un numero whatsapp". Si tratta di Pasquale Bacco, autore di un instant book dal titolo " Strage di stato, le verità nascoste della Covid 19" con una discussa prefazione di Nicola Gratteri.

A Messina sono scattate due giorni fa le prime dieci sospensioni di medici che operano in ospedali della provincia. Ma è a Palermo che i numeri diventano preoccupanti. Sotto osservazione dell'Asp 35 medici sui suoi 900 dipendenti diretti e ben 2.152 medici dell'intera provincia. Di questi 1.303 hanno già ricevuto l'invito a vaccinarsi mentre di 849 si è dovuta prima recuperare la pec attraverso gli Ordini. Ma intanto dei 1.303 solo 767 hanno risposto: 19 avevano solo prima dose, 552 erano vaccinati, 72 sono immuni dopo aver avuto il Covid e in alcuni casi una sole dose di vaccino, 35 hanno patologie incompatibili, 27 sono in gravidanza, 62 non in attività. Ma i 536 che non hanno risposto e il 2 agosto hanno ricevuto il secondo sollecito rischiano la sospensione fra pochi giorni. Ci sono poi 290 farmacisti sotto osservazione e infermieri, veterinari e tecnici sanitari. A Catania sono già partiti 310 inviti alla vaccinazione che hanno prodotto 42 diffide che fra cinque giorni potrebbero diventare sospensioni. Riguardano sia personale diretto dell'Asp che degli ospedali Cannizzaro e Garibaldi che stanno, però, ancora incrociando i dati per verificare le posizioni soprattutto di chi ha avuto il Covid.

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