L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 6 agosto 2021

Cina e Russia consolidano la collaborazione militare


4 AGOSTO 2021

Un’esercitazione militare congiunta dalla durata di cinque giorni, dal 9 al 13 agosto, che vedrà la partecipazione di oltre 10 mila soldati. Russia e Cina hanno annunciato Zapad/Interaction 2021, evento che si terrà nella regione autonoma cinese di Ningxia Hui presso la Qingtongxia Joint Tactical Training Base. Dal punto di vista temporale, l’esercitazione cade invece in un momento geopolitico molto delicato, marcato dalle recenti (e crescenti) tensioni tra Mosca e Pechino e gli Stati Uniti, dall’enigma Afghanistan da risolvere e dal rischio di dover fare i conti con una ipotetica instabilità politica in Asia centrale.

Non a caso, sostengono gli analisti, le ormai imminenti manovre sino-russe dovrebbero concentrarsi proprio sul mantenimento della sicurezza in questa delicatissima regione, altamente sensibile per entrambi i Paesi. A differenza del passato, dunque, le esercitazioni non saranno apparentemente rivolte né a Washington né alle altre potenze occidentali. In cima alla lista di Russia e Cina, quindi ci sono due temi ben definiti: l’antiterrorismo e la sicurezza. Il motivo è semplice, ed è da ricollegare alla scelta di Stati Uniti e Nato di ritirare le rispettive truppe dall’Afghanistan, Paese a pezzi dopo una guerra interna pressoché ventennale.

L’obiettivo delle esercitazioni sino-russe

Ci sono due aspetti da considerare. Il primo: l’esercitazione congiunta – a meno di clamorosi colpi di scena – sarà orientata solo ed esclusivamente alle forze terrestri. Per questa ragione non rappresenterà una minaccia diretta per il governo americano e, più in generale, per l’Occidente. Sarebbe stato l’esatto contrario nel caso in cui Mosca e Pechino avessero testato le loro forze missilistiche, le quali, come ha sottolineato il South China Morning Post, al momento non hanno avuto scambi formali.

Facile, anche qui, intuirne il motivo: nessuna delle parti in causa avrebbe intenzione di condividere dati sensibili, quali segreti di difesa e sui missili. Qualche informazione più sulle esercitazioni arriva tuttavia dalla CCTV. Secondo l’emittente statale cinese, la Russia chiamerà in causa cinque aerei Su-30. Una scelte simile ha lasciato perplessi gli analisti, visto e considerando che non stiamo parlando dei più recenti aerei da guerra russi. Molti si aspettavano che Mosca inviasse sul campo i Su-57 di nuova generazione. In ogni caso, l’Esercito Popolare di Liberazione cinese (Epl) utilizzerà l’incontro con i russi per accrescere la propria esperienza.

Convergenze militari

A ben vedere, gli eserciti di Russia e Cina condividono tra loro diversi punti in comune. Innanzitutto, le forze armate cinesi e russe possono contare su una base simile per quanto riguarda la progettazione delle armi, le strategie di combattimento e le tattiche adottate. Come ha spiegato al Scmp l’ex istruttore dell’Accademia navale di Taiwan a Kaohsiung, Lu Li-Shih, la Russia potrebbe condividere le tattiche di combattimento con droni armati riprese dal conflitto del Nagorno-Karabakh. Non solo: quella che andrà in scena nei prossimi giorni sarà la prima esercitazione militare congiunta ospitata dalla Cina dall’inizio della pandemia.

Dal canto suo, il portavoce del ministero della Difesa cinese, Wu Qian, ha spiegato che l’obiettivo dell’esercitazione consiste nel “consolidare la cooperazione” e “mantenere la pace e la sicurezza regionali”. Scendendo nel dettaglio, all’evento prenderanno parte le truppe del Comando del Teatro Occidentale del PLA e del Distretto Militare Orientale della Russia. Le esercitazioni, infine, saranno incentrate su aerei, artiglieria ed equipaggiamento corazzato, nonché ricognizione congiunta, preallarme, attacchi elettronici e informativi e altri attacchi congiunti. Insomma, per questa volta le manovre sino-russo non avranno intenzione di lanciare messaggi di alcun tipo agli Stati Uniti.

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