L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 17 agosto 2021

Cina nel Mediterraneo grazie all'Afghanistan

Iran, Cina e Russia sfottichiano l’Occidente sull’Afghanistan talebanizzato


16 agosto 2021

Le posizioni per nulla preoccupate di Cina, Russia e Iran su quanto sta avvenendo in Afghanistan

COME LA CINA NON SI SCOMPONE SUI TALEBANI IN AFGHANISTAN

La situazione in Afghanistan ha affrontato “grandi cambiamenti”, e la Cina rispetterà “i desideri e le scelte del popolo afghano”, ha dichiarato la portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, nel primo commento dopo la presa di Kabul da parte dei talebani. “Fermare la guerra e raggiungere la pace”, ha proseguito la portavoce, “non e’ solo la voce unanime di oltre trenta milioni di afghani, ma anche l’aspettativa comune della comunità internazionale e dei Paesi regionali”.

La Cina si aspetta che i talebani garantiscano una “transizione graduale” della situazione in Afghanistan “per frenare tutti i tipi di terrorismo e atti criminali”, in modo che il popolo afghano possa “stare lontano dalla guerra e ricostruire la sua bellissima patria”, ha dichiarato la portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, a commento delle parole dei talebani dopo la presa di Kabul, che hanno dichiarato la fine della guerra in Afghanistan.

CHE COSA PENSA LA RUSSIA DELL’AFGHANISTAN TALEBANIZZATA

La Russia non si preoccupa più di tanto di quanto sta avvenendo a Kabul. La situazione attuale a Kabul è tesa, ma non c’e’ la necessità di evacuare l’ambasciata russa,, ha detto il segretario d’ambasciata russo per la stampa Nikita Ishchenko. “La situazione a Kabul adesso è tesa ma non ci sono combattimenti in città. Per quanto sappiamo finora, le parti politiche afghane sono in contatto. Non ci sono minacce per l’ambasciata, non e’ richiesta l’evacuazione”, ha detto Ishchenko al canale tv Russia 24.

I talebani hanno promesso alla Russia che costruiranno “un Afghanistan libero dal terrorismo e dal traffico di droga, dove i diritti umani saranno rispettati. Un Paese che avra’ buone relazioni con il mondo intero”, ha riferito l’ambasciatore inviato da Mosca a Kabul, Dmitry Zhirnov, al canale televisivo Russia 24. “Penso che monitoreremo il corso delle loro azioni”, ha aggiunto per poi sottolineare come i talebani “ci hanno gia’ fatto queste promesse, speriamo che vengano mantenute”.

Mosca ha pure una idea su chi finanzia i talebani. I fondi islamici dei paesi del Golfo Persico stanno fornendo sostegno finanziario al movimento talebano, che e’ bandito in Russia, lo ha detto Zamir Kabulov, rappresentante presidenziale speciale russo per l’Afghanistan. “Alcuni fondi islamici, che, come si capisce, si trovano nella zona del Golfo Persico, ci sono ricchi sponsor li’, stanno sostenendo i talebani”, ha detto Kabulov alla radio Ekho Moskvy lunedì.

La presa di Kabul da parte dei Talebani ha comunque colto di sorpresa la Russia, ha detto l’inviato presidenziale russo per l’Afghanistan, Zamir Kabulov, che ha anche escluso che l’ascesa dei Talebani possa spiegarsi con qualsiasi sorta di accordo con gli Stati Uniti. “Credevamo che l’esercito afgano – qualunque esso sia – avrebbe mostrato resistenza per qualche tempo. Tuttavia, sembra che siamo stati troppo ottimisti sulla qualità delle truppe addestrate dagli americani e dalle forze della Nato: sono fuggiti al primo sparo”, ha sottolineato Kabulov.

IL COMMENTO DELL’IRAN

Anche l’Iran non si preoccupa troppo delle evoluzioni a Kabul e sbeffeggia apertamente l’America: “La sconfitta militare e il ritiro degli Stati Uniti dall’Afghanistan dovrebbero offrire un’opportunità per ripristinare la vita, la sicurezza e una pace duratura in quel Paese”, ha detto il nuovo presidente iraniano, l’ultraconservatore Ebrahim Rais, commentando la presa di Kabul dei talebani.

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