L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 10 agosto 2021

Crimine contro l'umanità: Nagasaki

Giappone: Nagasaki ricorda la bomba atomica 76 anni dopo
Appello a moratoria nucleare ma Giappone non ha firmato trattato

FOTO
Nagasaki © ANSA/EPA

Redazione ANSATOKYO
09 agosto 202112:40NEWS

La città giapponese di Nagasaki ha commemorato il 76/o anniversario del lancio della bomba atomica statunitense che la rase al suolo con una sobria cerimonia durante la quale il sindaco ha chiesto alla comunità globale un nuovo trattato per una moratoria nucleare definitiva.
"Essendo l'unico Paese che ha subito bombardamenti atomici durante la guerra, è nostra missione immutabile far avanzare costantemente gli sforzi della comunità internazionale, passo dopo passo, verso la realizzazione di un mondo libero dalle armi nucleari", ha affermato il primo ministro giapponese Yoshihide Suga nell'occasione.

Tuttavia il Giappone non ha firmato l'ultimo accordo per la proibizione degli arsenali atomici entrato formalmente in vigore lo scorso anno ritenendolo inutile se non sottoscritto da tutti i Paesi che ne possiedono. "I leader mondiali devono impegnarsi a ridurre le armi nucleari e costruire la fiducia attraverso il dialogo, e la società civile deve spingerli in questa direzione", ha detto il sindaco di Nagasaki, Tomihisa Taue.
La bomba gettò la città in un inferno atomico, tre giorni dopo la stessa sorte di Hiroshima, uccidendo 74.000 persone.
I sopravvissuti e pochi dignitari stranieri presenti oggi alla commemorazione hanno recitato una preghiera silenziosa alle 11.02 ora locale, le 4.02 in Italia, l'ora esatta in cui è stata lanciata la seconda e ultima arma nucleare usata in tempo di guerra. Per il secondo anno consecutivo, le presenze alla cerimonia erano ridotte al minimo a causa delle misure anti coronavirus.

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