L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 21 agosto 2021

De Donno docet - Guai a mettersi contro la narrazione ufficiale sull'influenza covid e sull'ideologia dei vaccini sperimentali, usano tutti i mezzi anche l'omicidio

Scienziato tedesco fugge come ai tempi del nazismo



L’immunologo e tossicologo professor Stefan Hockertz è uno degli scienziati che fin dall’inizio della messa in scena del coronavirus, si è espresso con coraggio e competenza su fatti che sono stati nascosti dai media mainstream. Autore di un libro, Generation maske, ( Generazione mascherina) che in Germania ha avuto un enorme successo, egli è stato un faro per moltissime persone che erano alla ricerca di una spiegazione per questa follia. E naturalmente ha dovuto pagare un prezzo altissimo per non essersi piegato alla versione ufficiale: il suo calvario è iniziato il 17 giugno 2021 come si può leggere qui Erano le 7 del mattino ed era in bagno quando è suonato il campanello e davanti alla porta ha trovato 12 persone di cui 8 in abiti civili e quattro in assetto di guerra, qualcosa di assolutamente irrituale ed eccessivo anche per la cattura di un bandito. Si sono presentati come investigatori fiscali. O meglio, solo uno di questi signori si è presentato come tale, gli altri sono rimasti ignoti e per quattro ore, l’ufficio e l’abitazione di Stefan Hockertz sono stati letteralmente smontati ed è stato sequestrato tutto il materiale tecnico mentre i membri della squadra hanno man mano lasciato trasparire che sapevano tutto sul professore e sulla posizione in merito alla pandemia. Tutto il materiale tecnico, computer e cellulari sono stati sequestrati. ( e in seguito a un azione legale restituiti, ma infarciti di Trojan statali), i suoi conti sono stati bloccati ed è stato emesso un ordine di sequestro per un importo di 820.000 euro.

Il preteso per tutto questo è stata un banale contenzioso fiscale, ripescato da passo e utilizzato come mezzo di pressione:: cinque anni fa, Hockertz voleva creare una società in Svizzera per farla lavorare insieme alla sua società di consulenza tedesca per aziende farmaceutiche. A quel tempo, l’ufficio delle imposte del distretto di Friburgo lo ha contattato e lo ha informato che si poteva sospettare che la società svizzera avrebbe potuto essere usata per evadere le imposte. Hockertz fece quindi redigere a proprie spese un’ampia perizia da un noto perito fiscale e gli fu detto stato detto che tutto andava bene e che l’azienda svizzera poteva iniziare, ma a un certo punto nell’ottobre dell’anno scorso quando la figura del professore era diventata un punto di riferimento contro la menzogne del mainstream è stata inventata la necessità di una nuova verifica che poi si è svolta nei modi che abbiamo raccontato. Gli avvocati e gli esperti di Hockertz ritengono che le accuse fiscali sono destinate a cadere a breve perché tutta l’operazione è stata intimidatoria così come è avvenuto in Germania in moltissimi casi, riguardanti anche magistrati.

Da tre giorni Hockertz è sparito e ha fatto sapere, a scanso di equivoci che non pensa minimamente al suicidio, ma che vista la natura puramente vendicativa dell’azione contro di lui non si fida del fatto che giustizia possa essere fatta e che i modi per perseguitarlo possano essere infiniti: “Non posso più vivere qui e certamente non posso più lavorare”. Era dai tempi del nazismo che non succedeva una cosa simile. Ora al di là della singolo caso è palese che ciò che sta avvenendo in Germania da mesi, cioè l’incitamento contro chi non si vuole vaccinare, le minacce e le azioni giudiziarie contro chiunque faccia resistenza alla versione ufficiale del governo che peraltro la stessa Merkel esprime con svarioni talmente catastrofici da costringere a una correzione continua dei resoconti, tolgono alla Germania qualsiasi residua ambizione di guida dell’Europa democratica, anche ammesso che essa riesca a sopravvivere all’attacco del nuovo medioevo.

1 commento:

  1. In Germania qualcuno non ha dimenticato come si usano i metodi nazisti...

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