L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 7 agosto 2021

Draghi, lo stregone maledetto, lo sa che l'Ivermectina cura l'influenza covid e costa poco? perchè insiste e vuole che gli italiani si prestano a fare da cavie ai vaccini sperimentali?

Lo studio sull’ivermectina: “Costa poco e guarisce da virus”/ Oms ed Ema si oppongono

Pubblicazione: 05.08.2021 - Andrea Murgia

Una ricerca dimostra l’efficacia dell’ivermectina, un antiparassitario che costa “meno di un dollaro al giorno” ma che è stato bocciato da Oms ed Ema.

Ivermectina, farmaco antiparassitario contro il Covid-19 (Web, 2020)

Da Israele arriva uno studio sull’ivermectina, un antiparassitario che sembra essere efficace contro il virus, oltre a essere economico: «costa meno di 1 dollaro al giorno», scrive il Jerusalem Post. Eppure – scrive il quotidiano La Verità – la Fda non ha voluto approvarla, l’Oms l’ha sconsigliata persino per le sperimentazioni e a marzo l’ha bocciata anche l’Ema. Lo studio è ancora alle fasi iniziali: il professor Eli Schwartz, fondatore del Center for travel medicine and tropical disease ha radunato 89 volontari maggiorenni infettati dal Covid e li ha divisi in due gruppi. Una metà ha ricevuto un placebo, l’altra metà l’ivermectina.

Con tre pillole per tre giorni, un’ora prima del pasto, il risultato è che il 72% di chi aveva assunto il farmaco si è negativizzato entro sei giorni. Schwartz ha anche scoperto che solo il 13% dei pazienti trattati con l’ivermectina, anche se ancora positivo, trascorsi i sei giorni, era in grado d’infettare. Nel gruppo placebo, resisteva un 50% di potenziali untori. Un recente articolo uscito sull’American journal of therapeutics ha anche sostenuto che, incrociando i risultati di 27 studi, si poteva concludere che l’antiparassitario abbia dato «un segnale forte di efficacia terapeutica contro il Covid-19».

L’ivermectina in Israele è oggetto di un dibattito

L’ivermectina oggetto di studio e che potrebbe guarire dal virus comunque non è priva di controindicazioni. In Israele infatti si è aperto un dibattito. Ya’acov Nahmias, scienziato dell’Hebrew university di Gerusalemme, ha detto: «Dovremmo essere molto cauti nell’usare questo tipo di medicinale per trattare una malattia virale da cui la maggioranza della popolazione guarirà senza neppure bisogno di questa cura».

Il professor Schwartz segnala che, tra i suoi pazienti, nessuno ha sofferto effetti collaterali. Tra i volontari di Israele ci sono stati solo cinque ricoverati. Quattro di loro non avevano preso l’ivermectina mentre l’altro aveva sintomi polmonari già al momento del reclutamento e, il giorno dopo aver assunto il medicinale, è stato dimesso. «C’è un sacco di opposizione», dice Schwartz. «Abbiamo provato a pubblicare lo studio ed è stato rigettato da tre riviste. Nessuno voleva neppure sentirne
parlare». Secondo Schwartz dietro ci sarebbero interessi economici.

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