L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 21 agosto 2021

e grazie agli interventi della politica, quando ci sarà il CRASH saranno le azioni cinesi che resisteranno al meglio

Conviene ancora investire sulle azioni cinesi dopo la discesa dai massimi dell’anno?

21 Agosto 2021 - 18:00

La azioni cinesi dopo mesi di ribassi sono state colpite dagli ultimi interventi del governo. Con questi rischi, conviene investire su questa Borsa?


Da inizio anno l’indice S&P500 sta guadagnando circa il 25% in euro. Un risultato davvero notevole! Per contro, l’indice cinese CSI300, l’indice dei primi 300 titoli quotati a Shangai e Shenzen, si ferma a poco più del 3%.

Un differenziale notevole tra i due indici. In particolare, il differenziale è aumentato fortemente nell’ultimo periodo, quando l’America (e anche l’Europa a dire il vero) ha continuato a fare nuovi massimi, mentre il CSI300 è in calo del 14% circa dai massimi di metà febbraio.

Come mai questa differenza e questo calo delle azioni cinesi?

Politica, interventismo e Borsa

Sia chiaro, la Borsa cinese mostrava già delle difficoltà negli ultimi mesi. Come detto prima, appunto, il massimo è stato a metà febbraio, poi l’indice ha fatto notevole fatica nei mesi successivi.

Ma il colpo di grazia è arrivato nelle ultime settimane, quando il governo di Pechino è intervenuto con iniziative di regolamentazione peri settori dell’educazione, della tecnologia e di internet.

Le società di questi settori sono praticamente crollate. Tencent, Alibaba, JD.com, Wechat e molte altre hanno registrato perdite del 30% ed oltre. Le società del settore education, poi, sono completamente crollate, visto che secondo Perchino l’educazione non potrà più essere «for profit».

Insomma, una bella mazzata, arrivata non per motivi di mercato, bensì a causa di un interventismo politico.

Con queste incertezze politiche, vale la pena investire in Cina?

Le azioni cinesi hanno sempre mostrato una forte capacità di ripresa

Non c’è dubbio che la Cina non sia paragonabile agli USA e nemmeno all’Europa in termini di stabilità politica e tutela del mercato. È intrinseco, in questa Borsa, un grado di rischio maggiore.

Ma una delle regole dei mercati finanziari è che a un rischio maggiore corrisponde anche un maggior potenziale di profitto.

Di fatto, le azioni cinesi hanno sempre mostrato una notevole capacità di recupero, con dei rialzi molto forti che hanno azzerato le perdite precedenti e dato agli investitori performance adeguate.

Ad esempio, nel 2008 le azioni cinesi hanno perso il 50% circa, contro il -45% dell’MSCI World All Countries. Tuttavia, nell’anno successivo, mentre l’MSCI World recuperava il 35%, le azioni cinesi segnarono un +62%.

In altre situazioni, dopo dei ribassi anche sostenuti, la Borsa cinese ha messo a segno dei forti rialzi.

Rischio e rendimento, conviene investire in azioni cinesi?

È vero che negli ultimi 10-20 anni la Cina non ha affatto battuto i mercati occidentali. Quindi potrebbe non essere il caso di allocare una quota troppo alta del proprio portafoglio su questo mercato.

È anche vero che probabilmente altri azioni regolatorie da parte del governo centrale potrebbero arrivare nei prossimi mesi.

Tuttavia, l’evidenza storica mostra anche che dopo un forte ribasso la Cina registra anche dei rimbalzi molto sostenuti.

Quindi, pur con la dovuta prudenza e senza correre a comprare azioni cinesi per decine di migliaia di euro, potrebbe essere buona cosa tenere sotto osservazione questa Borsa, pronti a metterci un po’ di soldi per sfruttare il prossimo rimbalzo.

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