L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 25 agosto 2021

Elon Musk, prima o dopo la bolla si sgonfia

24/08/2021 10:28

“È solo un annunciatore”. Gli scettici non credono a Elon Musk e al suo nuovo robot umanoide


(foto Win McNamee/Getty Images)
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“Elon Musk è il più annunciatore dei nostri anni, per lui non esistono giorni normali” ha commentato un analista dopo il recente AI Day organizzato da Tesla, in cui il miliardario sudafricano ha presentato il robot umanoide Optimus.

E questo è solo l’ultima delle iniziative che puntano ad allargare un impero che spazia dalle auto elettriche ai viaggia spaziali all’energia solare senza trascurare i tentativi, finora senza seguito sugli esseri umani, di impiantare chip nel cervello con la sua startup Neuralink.

Il problema, come al solito, è capire se questi annunci, che fanno tanto rumore sui social, diventeranno veri prodotti destinati al mercato.

Il Tesla Bot per ora è un ballerino

Il coniglio che Musk ha estratto dal cilindro durante la giornata che Tesla ha dedicato all’AI, appunto, porta il nome di Optimus, questo il nome in codice del robot umanoide alto poco più di un metro e dal peso di 56 chili. Ma siccome il prototipo funzionante non è ancora pronto, Elon Musk lo fa mimare da un ballerino vestito con una tuta di vortex. Trovata un po’ goliardica che ha scatenato nei social dure critiche contro l’ultima trovata di un imprenditore così imprevedibile che in passato ha sposato due volte l’attrice britannica Talulah Riley e dalla stessa ha divorziato due volte.

Fans e apocalittici

I delusi dalla presentazione hanno definito l’evento come il solito hype per generare traffico su Twitter e mostrare agli azionisti il volto migliore di Tesla.

Qualcuno si è spinto oltre definendo la trovata come un espediente per distrarre l’attenzione dall’indagine federale aperta contro Tesla per i recenti capricci del sistema full self driving che ha provocato diversi incidenti.

Cosa farà Tesla Bot

“Sarà amico degli uomini e si accollerà lavori pericolosi oppure ripetitivi. Questo robot potrà rivoluzionare l’economia con un costo del lavoro bassissimo”, ha commentato Musk, che in passato si era espresso favorevolmente per la nascita di una tassa sociale da destinare alle aziende di robot in vista dell’enorme ondata di disoccupazione che potrebbero provocare.

E anche sui tempi di uscita del Tesla Bot è stato parecchio ottimista: “In Tesla siamo bravi con le batterie, l’AI, la meccanica e l’automazione quindi dal prossimo anno Tesla Bot verrà reso disponibile sul mercato”.

Le promesse mancate

Gli scettici comunque hanno ragioni da vendere. Basta analizzare alcuni annunci degli ultimi anni. Era un caldo mese di ottobre del 2016 quando Musk dagli Universal Studios di Los Angeles annunciava il lancio del Solar Roof: tegole prodotte dalla sua Solar City che integrano pannelli solari per offrire alle case energia rinnovabile autonoma. Ma il prodotto non ha mai sfondato e non si hanno casi certificati di utenti che lo stanno usando. Nel 2019, in occasione dell’Autonomus Day, eccolo di nuovo sul palco per annunciare un milione di taxi a guida autonoma pronti nel 2020. Nessuno li ha mai visti.

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