L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 9 agosto 2021

Fateci ridere. Porti cattedrali nel deserto, turismo senza ferrovie e strade sono utopie che servono solo a riempire di parole i fogli bianchi delle previsioni

Consigli per un Pnrr meridionalista. Report Srm (Intesa Sanpaolo)



Mare, Energia, Turismo e Ambiente rappresentano i quattro assi portanti per la ripresa del Mezzogiorno, secondo il rapporto del centro studi Srm (gruppo Intesa Sanpaolo). Tutti i dettagli

Agenda Mezzogiorno per Pnrr e governo Draghi.

E’ quella che ha messo a punto di fatto il centro studi Srm (gruppo Intesa Sanpaolo).

Ecco tutti i dettagli.

I 4 ASSI PER UN PNRR MERIDIONALISTA

Mare, Energia, Turismo e Ambiente rappresentano i quattro assi portanti per la ripresa del Mezzogiorno. Il rafforzamento di questi ambiti, favorito dallo stanziamento dei fondi europei del Pnrr che assegna al Mezzogiorno circa 82 miliardi, costituisce la strada maestra per favorire la ripartenza del Sud Italia e dell’intero Paese. Lo rileva il rapporto del centro studi Srm (gruppo Intesa Sanpaolo) ‘Panorama economico di mezz’estate del Mezzogiorno’.

LE RISORSE A DISPOSIZIONE DEL SUD

Le risorse comunitarie complessive a disposizione delle regioni meridionali, ricorda il rapporto, non si fermano al Pnrr ma sono pari a 200 miliardi. Riguardo al Piano nazionale di ripresa e resilienza il rapporto Srm ricorda la stima del Ministero per il Sud che indica una crescita del Pil meridionale, nel quinquennio 2021-2026, del 24% circa rispetto al valore assoluto del 2020. Un’applicazione completa delle misure del Piano porterebbe ad una crescita maggiore del Pil meridionale rispetto a quello nazionale, riducendo di fatto il gap oggi esistente tra le due macroaree del Paese.

GLI SCENARI PER IL MEZZOGIORNO

Nello specifico, qualora le misure del Piano siano pienamente applicate, la rappresentativita’ del Mezzogiorno potrebbe passare dall’attuale 22,7% ad oltre il 24% nel 2026. Il rapporto segnala come i porti, la logistica e lo shipping sono gli elementi che muovono l’economia del mare e che possono favorire la competitivita’ del Paese nel Mediterraneo, in particolare se si confermeranno i processi di ‘reshoring’, cioè l’accorciamento delle catene produttive all’interno dell’area euro-mediterranea.

GLI SCALI

Gli scali del Sud rappresentano ad oggi il 47% del traffico nazionale di merci e le navi trasportano il 65% ed il 49% rispettivamente dell’import e dell’export delle industrie del territorio.

L’ENERGIA

Dal punto di vista dell’energia l’Italia diventa una protagonista nelle rinnovabili grazie al Sud dove si concentra il 40,2% delle energie pulite del nostro Paese. Il Mezzogiorno vale il 37,4% della potenza fotovoltaica, il 96,5% della potenza eolica ed il 27,2% della potenza degli impianti a bioenergie.

DOSSIER AMBIENTE

La ricerca targata Srm (gruppo Intesa Sanpaolo) sottolinea poi l’importanza di ambiente e sostenibilità. la bioeconomia nel Mezzogiorno vale 23,6 miliardi di valore aggiunto, il 6,7% del totale economia dell’area (6,4% in Italia) ed il 23,6% del dato nazionale. Campania, Puglia e Sicilia si posizionano ai vertici della classifica meridionale, generando, insieme, circa il 67% della bioeconomia meridionale. Il rapporto Srm ha poi realizzato un focus sulle imprese meridionali dal quale emerge una grande attesa per il Pnrr: il 54% delle imprese, (percentuale uguale al dato nazionale) intravede opportunità e possibili vantaggi indiretti per la propria azienda e un ulteriore 31% si dichiara pronta a cogliere direttamente i vantaggi che il Piano offrira’ (la percentuale e’ solo del 28% a livello nazionale).

Nessun commento:

Posta un commento