L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 10 agosto 2021

I sociopatici hanno paura e cercano di prepararsi ad un retroterra che non crolli trascinandoli nel burrone in cui si sono cacciati sposando l'ideologia della paura

Serpeggia la paura

Ricevo e giro:

Paolo Mieli ieri sera sulla 7 a un certo punto interrompe tutti e dice: “la convinzione sul vc che tutti voi sbandierate pubblicamente è molto superiore a quella che esprimete in privato, ammettetelo. Anche voi avete parecchi dubbi. Diciamoci la verità, in privato, alle nostre cene tra amici emergono molti dubbi, non c’è tutta questa convinzione”. Panico in studio. La De Gregorio va in confusione e inizia a dire che lei per carità conosce moltissime persone intelligenti e acculturate che non si vogliono inoculare e che con queste persone bisogna dialogare. Mieli la corregge: si deve dire obbiettori, non no vax. Per qualche minuto all’osservatore attento si è mostrata la quinta del truman show.
B.R.

Si sono fatte ipotesi complottiste su questa uscita di Paolo Mieli:  chissà quale strategia c’è dietro.  Secondo me,  un  esponente  così in alto nel grado dei padroni del discorso pubblico, ha ovviamente qualche grado di libertà che non spetta ai Parenzo e alla Conchita; e sta esprimendo paura.  Paura privatissima per la propria vita e quella dei propri cari. La paura serpeggia nel loro ambiente mediatico obbligato  – a scanso di licenziamento  –   a  cantare le lodi dell’innocuità dei mRNA.  Ormai persino Repubblica ammette che ci sono gli effetti avversi.

Sono state 84.322 le segnalazioni arrivate dal 27 dicembre 2020 al 26 luglio 2021 su un totale di 65.926.591 dosi somministrate di cui l’87,1%logo-rep

https://www.repubblica.it/cronaca/2021/08/04/news/report_aifa_sui_vaccini_16_eventi_gravi_ogni_100_mila_dosi-312959953/

 

Avvenire:

muoiono-vaccinati

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