L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 7 agosto 2021

Il livore ideologico di Draghi, lo stregone maledetto, si manifesta nel regalare il Monte dei Paschi di Siena ai privati mentre fa utili

Monte dei Paschi di Siena smentisce i gufi e comincia a macinare utili: rischia di essere un affare


Filippo Caleri 06 agosto 2021

Colpo di scena. Il grande buco di Siena, la banca in cerca di sposa per non perire, macina comunque business e chiude i primi sei mesi dell’anno con l’utile. Insomma, alla faccia dei gufi, il Monte ha continuato a fare il mestiere che regolarmente svolge da oltre 500 anni e a trarne profitto. La prova è nei conti della banca senese approvati ieri dal cda. Con un secondo trimestre in utile per 83 milioni (gli analisti prevedevano un rosso di 28 milioni) i profitti dei primi sei mesi sono saliti a 202 milioni. Non solo. Le cifre segnalano anche progressi sul patrimonio. Il deficit di capitale, stimato lo scorso novembre in 1,5 miliardi, si è ridotto a meno di 500 milioni, mentre si allungano i tempi della sua manifestazione: non più marzo ma giugno 2022. Un effetto determinato dal fatto che Mps ha una forza commerciale ancora elevata. «Monte dei Paschi e la sua macchina commerciale continuano ad accelerare mentre la qualità degli asset e i costi restano sotto stretto controllo» ha detto l’ad Guido Bastianini, sottolineando come i prestiti in moratoria siano scesi in un anno del 74%, a quota 4 miliardi, mentre i flussi del risparmio gestito siano aumentati di 7,9 miliardi, il 50% in più dei livelli pre-Covid.

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