L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 10 agosto 2021

Il Passaporto dei vaccini sperimentali serve per il controllo sociale, dal momento che sono paura&terrore diventati metoto di governo

09 Agosto 2021 15:06
Il vero scopo del lasciapassare
Gilberto Trombetta




I milioni di disoccupati italiani non sono colpa del destino cinico e baro.

Sono il risultato di una classe politica che ci ha svenduti agli interessi dei grandi capitali (italiani ed esteri) attraverso la ricerca dolosa del vincolo esterno (SME, divorzio BdI/Tesoro, UE).

Non è un caso se la disoccupazione italiana è sempre perfettamente in linea con quella indicata dalle infami regole europee (NAWRU e NAIRU).

Se la UE dice che la nostra disoccupazione deve essere del 10% per impedire ai salari e all’inflazione di aumentare, la nostra classe politica ci impone riforme regressive del mercato del lavoro e più austerità.

Se non si capisce questo, e cioè che abbiamo una classe politica che pur di tutelare gli interessi dell’1% più ricco è disposta senza remore a sacrificare la felicità, il futuro, addirittura la vita di milioni di italiani, allora non si riuscirà mai veramente a comprendere cosa è successo nell’ultimo anno e mezzo.

Non scordiamoci che il prezzo altissimo pagato in termini di vite umane dall’Italia dipende anche e soprattutto dai tagli che questa classe politica ha fatto al SSN negli ultimi anni.

Tagli che hanno portato alla chiusura di ospedali, alla riduzione dei posti letto, dei medici e degli infermieri. Tagli senza i quali avremmo potuto salvare migliaia di vite.

Un omicidio economico, come lo hanno chiamato dei ricercatori inglesi.

La gestione del Covid-19 è stata come quella delle precedenti crisi economiche: la politica ne ha approfittato per accelerare sull’agenda di spoliazione dei diritti e dei beni dei lavoratori.

In questo contesto vanno lette le misure restrittive e punitive legate al green pass.

Commette un grande peccato di ingenuità, nella migliore delle ipotesi, chi pensa che il lasciapassare sia uno strumento legato all’interesse e alla tutela della salute pubblica.

Il lasciapassare è il fine, non il mezzo.

Lungi dal risolvere i problemi legati alla diffusione del virus, serve invece ad ammazzare la domanda interna e a facilitare quel processo di distruzione creativa tanto caro a Mario Draghi.

Serve a tenere sotto controllo l’inflazione per far durare il più a lungo possibile il PEPP della BCE (altro che Recovery Fund).

Serve a criminalizzare qualsiasi forma di dissenso della gestione sanitaria, sociale e politica dell’ultimo anno e mezzo.

Serve a creare un nemico su cui far scaricare odio e frustrazioni a quella parte di popolazione che ha creduto che con la strategia messa in atto dal Governo saremmo usciti dallo stato emergenziale sconfiggendo definitivamente il virus.

Serve, come e meglio del Jobs Act, a consentire discriminazioni sul posto di lavoro e licenziamenti.

Serve a polarizzare come mai prima la società gettandola dolosamente in uno dei più violenti conflitti orizzontali dell’epoca recente.

Per queste e per altre ragioni è doveroso non piegarsi ai ricatti di questa classe politica – come il lasciapassare - che da anni combatte la lotta di classe contro i lavoratori per conto di quell’1% di parassiti che campano di rendita sulle nostre spalle.

Calpestando i sogni, le speranze e la vita di milioni di italiani.

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