L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 29 agosto 2021

Il popolo siciliano deve essere punito perché diffida dei vaccini sperimentali

Non solo zona gialla: la Sicilia rischia l’arancione, ecco da quando

29 Agosto 2021 - 10:17

Da domani la Sicilia passa in giallo. Tuttavia, già si prospetta un ulteriore cambio di colore a breve che porterà la regione in arancione: ecco da quando.


Da domani la Sicilia entra in zona gialla e ritorna l’obbligo per tutti i siciliani di utilizzare le mascherine non solo al chiuso, ma anche all’aperto.

La Sicilia è la prima regione d’Italia a tornare a vestirsi di giallo, ma neppure è arrivato il primo giorno del cambio di colore che già la regione sembra dover passare in arancione. La Sicilia, infatti, è l’ultima regione per quantità di vaccini effettuati, mentre la prima per numero di contagi riscontrati; e ora rischia l’arancione: ecco da quando.
Il caso della Sicilia e il passaggio di colore

Già da una settimana 55 comuni siciliani con pochi vaccinati avevano abbandonato il bianco per spostarsi sul giallo. Almeno a parole, stando all’ordinanza emanata dal Presidente della Regione Nello Musumeci, gli abitanti di tali comuni avrebbero dovuto ripristinare l’utilizzo della mascherina all’aperto, oltre che il numero massimo di quattro persone ai tavoli dei ristoranti.

Lo stesso accade all’isola dei vip Pantelleria, che presenta il tutto esaurito da più di qualche settimana. Controlli, comunque, non ce ne sono stati e ora la Sicilia si ritrova da domani interamente in zona gialla, con rischio di saltare direttamente in arancione a breve.

Intanto, l’assessore alla Sanità Ruggero Razza sembra arrendersi dinnanzi al fatto che i pochi controlli non possono essere incolpati a nessuno - non al Governo ma neppure all’amministrazione del luogo - poiché la situazione locale riscontra non poche difficoltà. Per di più, anche i ristoratori riscontrano problemi - stando alle parole di Razza - di nuovo alle prese con il cambio delle disposizioni.
Da quando la Sicilia passa in zona arancione

Antonello Giarratano, il Presidente della società italiana anestesisti rianimatori, direttore della terapia intensiva del Policlinico di Palermo e componente del Cts, ha dichiarato, parlando della situazione siciliana che se si è arrivati a questo punto, la colpa è dei pochi controlli e delle restrizioni poco stringenti.

Secondo Giarratano servono misure più restrittive, in modo da considerare almeno 70 o 80 comuni della Sicilia come zona arancione o rossa. In effetti, il rischio concreto di passare in arancione c’è e riguarda tutta l’isola. Il passaggio in arancione potrebbe avvenire tra due settimane.

In tal senso, la Sicilia si sta premunendo tramite l’attivazione di nuovi posti nei reparti di terapia intensiva, dato che anche su quel fronte, tra le dichiarazioni avvenute a inizio pandemia e oggi, la regione è abbastanza indietro rispetto alla media italiana.

L’organizzazione sanitaria in Sicilia è insufficiente

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando parla di lampante insufficienza e poca capillarità nell’organizzazione delle strutture sanitarie della regione. All’aeroporto di Palermo, che durante il mese di agosto ha registrato 700 mila transiti, i tamponi sono stati solo 20 mila circa.

Più di un siciliano su tre - ossia il 36,3% dell’intera regione - non è vaccinato e non ha ricevuto nemmeno una dose. I residenti immunizzati contro il Covid-19 sono meno di 3 su 5 e solo il 55,2% dei siciliani ha ottenuto o ha diritto al green pass. La media nazionale è del 62,2%, quindi la Sicilia si trova visibilmente sotto allo standard italiano.

La Sicilia, tuttavia, non sarà l’unica regione d’Italia ad essere a rischio. Musumeci si discolpa dichiarando che il territorio siciliano è molto vasto e che la campagna vaccinale subirà un’accelerazione, ma comunque le difficoltà riscontrate in merito non sono state poche.

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