L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 8 agosto 2021

Il preparato genico , per chi ci crede, rimane soltanto una tutela personale, anche se ormai diventa evidente che essi tendono piuttosto ad aggravare le malattie da virus invece che rendere più leggere e quindi il Passaporto dei vaccini sperimentali è usato solo per ottenere il metodo di governo basato sulla paura e terrore

Passaporto vaccinale come carta straccia: è illegale per legge



Molto si dice e si scrive sulla illegittimità , anticostituzionalità e arbitrio rappresentato dai passaporti vaccinali o comunque dai sistemi di coercizione indiretta per spingere la gente a farsi la fatidica puntura, che implica rischi, ma che non serve assolutamente a nulla come anche il direttore del Cdc ha dovuto ammettere, cosa di cui parlo in un altro post: non protegge dall’infezione e non impedisce di diffonderla. Molti vorrebbero disubbidire ma temono le multe e le vendette della miserabile elite che guida il nostro Paese – come del resto capita anche altrove su questo continente – a cominciare dal presidente del consiglio per finire ai piccoli ricattatori locali. Ma adesso c’è una nuova strada legale per opporsi a questi provvedimenti, accartocciarli e gettarli nel loro luogo di elezione che non nomino, ma solitamente è bianco porcellana e probabilmente per richiedere i danni subiti a causa del green pass o alle altre gabole ideate per spingere alla vaccinazione. Tutte queste misure infatti sono una totale presa in giro e non hanno basi per essere adottate.

Quando dico basi non intendo solo quelle scientifiche che ormai balzano agli occhi, ma anche quelle legali: che i vaccini (chiamiamoli così per semplicità anche se sono preparati genici) non avrebbero contribuito a fermare l’infezione era una cosa che si sapeva fin da principio: l’avvocato Renate Holzeisen che opera sia in Italia che nei Paesi di lingua tedesca, dopo aver preso visione di tutte le carte ufficiali disponibili dice “ …il fatto è che i cosiddetti vaccini COVID-19 – secondo i documenti ufficiali di approvazione dell’EMA e della Commissione Europea – non sono stati sviluppati e approvati per la prevenzione dell’infezione da virus SARS-COV-2, ma solo per permettere un decorso meno grave e solo per questo sono stati approvati con riserva. Risulta quindi chiaro dai documenti ufficiali di approvazione che queste sostanze non possono interrompere la catena dell’infezione perché le persone trattate con esse possono infettarsi e quindi essere infettive. La pratica mostra anche che le persone che sono completamente “vaccinate” vengono infettate dal virus e hanno persino la stessa carica virale delle “persone non vaccinate” (vedi CDC, tra gli altri).

È quindi chiaro che qualsiasi “vaccinazione obbligatoria” COVID-19 – al di là dei diritti fondamentali e dell’incostituzionalità – in realtà è priva di qualsiasi giustificazione. Qualsiasi pressione morale (presunto atto di solidarietà con il prossimo) si rivela rilevante in termini di diritto penale e di responsabilità sulla base dei soli documenti ufficiali di approvazione. In qualità di avvocato che fornisce consulenza in materia di diritto societario, consiglio vivamente a ogni datore di lavoro di tenersi alla larga dalla pressione vaccinale contro il COVID-19/vaccinazione obbligatoria, perché la maggior parte di loro ovviamente non è nemmeno consapevole delle conseguenze legali di vasta portata ad essa associate”.

A questo punto se davvero le cose stanno così chiunque sia oggetto di pressioni di qualunque tipo per la vaccinazione può fare causa contro il datore datore di lavoro, ordini professioni o contro lo Stato semplicemente perché le carte firmate per l’approvazione provvisoria dei vaccini non contemplano la possibilità che essi possano contenere l’infezione e non hanno nulla di quella valenza sociale e di “cura per gli altri” che gli sfacciati valletti del potere hanno loro attribuito. Già si è dovuto sopportare l’introduzione di preparati chiamati erroneamente vaccini grazie a una forzatura della Ue che ha fatto un’eccezione alle leggi sull’ingegneria genetica per “l’attuazione di sperimentazioni cliniche con medicinali per uso umano contenenti o costituiti da organismi geneticamente modificati per la cura o la prevenzione della malattia da coronavirus”. Una cosa indegna che di per sé dovrebbe indurre a spazzare via un ceto tra politica e lobbismo marcio fino all’inverosimile. Ma adesso c’è un fatto formale: se è difficile andare in tribunale muniti della sola realtà è molto più facile andarci se ciò che è stato firmato esclude esattamente ciò che è implicato nei passaporti vaccinali, ossia la capacità di fermare l’infezione. I pass vaccinali sono insomma illegali per legge. Il preparato genico , per chi ci crede, rimane soltanto una tutela personale, anche se ormai diventa evidente che essi tendono piuttosto ad aggravare le malattie da virus invece che rendere più leggere.

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