L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 12 agosto 2021

La Germania si allinea alla Francia e all'Italia al via il Passaporto dei vaccini sperimentali. Ma da lezioni alla Florida di come si gonfiano i numeri per creare panico e angoscia

Germania in preda alla Merkel follia: vaccino obbligatorio



Lo confesso: quando anni fa vedevo le immagini della cancelliera con i baffetti alla Hitler, soprattutto al tempo della vicenda greca, un po’ mi veniva sorridere perché in realtà gran parte di ciò che stava accadendo era dovuto più che altro all’azione delle oligarchie finanziarie continentali e all’incapacità o non volontà dei sistemi politici della periferia europea di opporsi alla spoliazione di sovranità e di democrazia, visto che le due cose vano di pari passo. Invece col tempo debbo riconoscere che la Merkel invecchiando male, anzi malissimo, ha sempre espresso nella sua azione una sua nefasta soggettività. Che non è mancata anche nella questione del coronavirus nella quale la cancelliera ha strafatto: prima ha pagato ricercatori del Robert Koch Institut perché desse il peggior quadro possibile della pandemia e permettesse così di instaurare un regime di segregazione draconiano, poi ha esercitato tutte la possibile pressione anche giudiziaria ( in Germania i Pm possono anche agire su mandato del governo) per mettere a tacere tutte le voci di dissenso e “isolare” i giudici che emettono sentenze non in linea, ogni volta che parla della pandemia in Parlamento i resoconti debbono essere rivisti e aggiustati a causa degli svarioni della cancelliera che non sembra comprendere molto della questione e cita dati a casaccio.

Infine proprio oggi ha deciso insieme al suo governo che a partire da ottobre tutti coloro che vogliono partecipare alla vita pubblica e sociale dovranno o essere vaccinati o fare il tempone a loro spese. Di fatto si tratta della dichiarazione di obbligatorietà del vaccino e dunque di fuoriuscita della Germania dalla democrazia, poiché è di questo che si tratta. E le restrizioni sono di quelle che non si vedevano dalla caduta del nazismo: nello specifico, le imposizioni mirate per le persone non vaccinate si presentano così : dal 23 agosto, le persone non vaccinate devono avere un test quando incontrano amici o comunque altre persone in casa. Questo dovrebbe valere per ristoranti e pub, teatri, ospedali, visite a case di cura e per anziani, servizi religiosi, visite dal parrucchiere o in palestra. Le persone non vaccinate devono quindi presentare un test rapido dell’antigene negativo non più vecchio di 24 ore o un test Pcr negativo non più vecchio di 48 ore. Il fatto che ora si affermi che non esiste una vaccinazione obbligatoria è convincente quanto dire che un condannato a morte mantiene tutti i suoi diritti se può scegliere il metodo di esecuzione. Quale lavoratore a basso salario può permettersi di non farsi vaccinare se deve sottoporsi al test tutti i giorni al costo di diverse ore di lavoro con la perdita di almeno un’ora di tempo per svolgere qualsiasi attività sociale? Certo nessuno.

Ma ancora più impressionante è che tutto questo è accompagnato da una totale astrazione dalla realtà e da una menzogna senza limiti. Il primo ministro sassone Michael Kretschmer (CDU) ka detto “Nessuno in Germania è vaccinato contro la propria volontà. Anche l’affermazione che coloro che non si vaccinano perdano i loro diritti fondamentali è assurda e viziosa. Contrastiamo insieme le fake news e le teorie del complotto” Una faccia tosta senza limiti. Ma poi come si faccia a prendere provvedimenti di questo tipo mentre da tutte le aree del pianeta giungono continue conferme della pericolosità e dell’inutilità del vaccino senza dire che è ormai scienza ufficiale il fatto che i tamponi rilevano qualsiasi qualsiasi tipo di virus quindi sono del tutto inservibili. Questo vuol dire che forse la Merkel alla fine della propria carriera politica e probabilmente anche di fronte a una seria confusione mentale vuole proporsi come garante europeo del novus ordo finanziario propiziato grazie alla mistificazione pandemica che ormai dovrebbe essere chiara proprio a tutti.

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