L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 1 agosto 2021

La mascherata provata che è inutile DEVE continuare, è il simbolo della sottomissione al potere. L'ideologia del vaccino sperimentale impone di mentire e di far vedere un mondo migliore per chi si presta a fare da cavia

Non cure, ma “spot” per tenerci in gabbia



Negli Usa vengono rilevate 35.000 infezioni sintomatiche a settimana tra i vaccinati. E una  percentuale crescente di questi viene anche ricoverata in ospedale: dunque una situazione tutt’affatto contraria rispetto a quella che facevano presumere gli studi presentati dalle case produttrici dei vaccini secondo le quali tali preparati avrebbero permesso di diminuire le ospedalizzazioni e di ridurre i contagi. Nulla di tutto questo è avvenuto ma il Cdc americano, secondo quanto è trapelato da un documento interno in qualche modo venuto alla luce e pubblicato sui giornali non si domanda come produrre un vaccino efficace e sicuro che non abbia una marea mai vista di reazioni avverse e di morti o se non sia il caso di diffondere trattamenti con ivermectina, budesonide e altre note sostanze in grado di curare facilmente e precocemente la malattia. No, gli sforzi e le preoccupazioni della massima autorità sanitaria degli Usa consistono nel trovare un modo per spingere più persone a vaccinarsi, evitare le domande sulle reazioni avverse o sulla efficacia delle cure. Insomma non si tratta di combattere una patologia influenzale la cui pericolosità è stata enfatizzata fino all’estremo limite: il problema vero e ” la sfida di comunicazione” per tenere tutte queste cose dentro un narrazione minimamente coerente, vista che l’ultima novità è quella di far indossare di nuovo le mascherine a tutti, nonostante sia provata la loro inutilità.

Tutto ciò rassomiglia a un discorso sgangherato che nega qualsiasi evidenza e conoscenza scientifica, che non porta da nessuna parte, che viene ripetuto e rimasticato ma che deve distrarre la gente perché i complici occulti ( ma mica poi tanto) del virus sfilino di tasca le libertà alla gente. Per questo la cosa più importante non è la verità, l’onestà e la ricerca corretta, ma studiare i modi con cui la gente può essere più facilmente convinta della menzogna. Per esempio nel documento viene proposta una nuova strategia di comunicazione basata sull’ipotesi che la fiducia della gente nei vaccini viene minata al massimo grado quando le persone svengono subito dopo l’iniezione dei vaccini, cosa che contraddice quanto viene affermato dalle autorità sanitarie: si suggerisce dunque di fare piazza pulita di queste immagini e di queste notizie.

Il documento include anche i dati del CDC provenienti da studi che dimostrano che i vaccini non sono efficaci nei pazienti immuno – depressi e nei residenti delle case di cura. Tuttavia, questo era già conosciuto da tempo, ma ora deve essere reinventato in maniera da aprire la strada non a una riconsiderazione di tutto quanto di fallimentare e bugiardo è stato fatto fino ad ora, ma di aprire la strada alla famosa terza dose che è ormai stata decretata come necessaria, ma che si diffonderà presto altrove. Non ci vuole molto per capire che tutto questo era già stato preparato da tempo su scala globale, tanto che la Ue già mesi fa aveva avviato le trattative per l’acquisto di 1 miliardo e 800 milioni di dosi di preparati a mRna che servono per la terza, la quarta e la quinta dose. Come e perché poi altre dosi degli stessi vaccini che hanno fallito e la cui copertura, ammesso che esista, dura poche settimane possa dimostrarsi efficace è qualcosa che nessuno ha spiegato, ma fa parte di quel pensiero magico che gli imbecilli attribuiscono a chi non ritiene di vaccinarsi. Quindi non si finirà mai, anche perché ci sono concreti e fondati sospetti che i preparati di alcune delle aziende più multate, opache e truffaldine dell’intero panorama occidentale, possano pregiudicare le difese e immunitarie e rendere le persone più deboli rispetto a tutte le infezioni virali e batteriche: così si creerebbe un circolo vizioso tra più infezioni e più dosi di vaccino in grado di alimentare la commedia pandemica per molto tempo. Tutto quello necessario a comprarsi interi Paesi, a distruggere il lavoro e moltiplicare a dismisura la povertà.

La questione non è più vaccinazione o meno, ma è quanti anni di vaccinazioni, quanti morti dopo ogni dose, quante segregazioni ancora per tutti, chi dovrà perire per non essere stato capace di ribellarsi. La questione alla fine non è quella di accettare un’emergenza come vorrebbero far intende svaniti e/o cattivi maestri, ma quella di accettare un permanente scippo di libertà in cambio di chiacchiere e di spot ispirati alla pseudo scienza.

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