L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 14 agosto 2021

La Norvegia conferma i vaccinati infettano si infettano si ammalano quindi a che serve il passaporto dei vaccini sperimentali? E poi c'è il MANTRA che chi si ammala ed è vaccinato sperimentalmente il decorso della sua malattia è più favorevole alla guarigione che equivale al MANTRA della VIGILE ATTESA

Le autorità sanitarie norvegesi avvertono che anche i vaccinati possono finire in ospedale


© Sputnik . Pavel L'vov /

Pur confermando che i vaccini forniscono una buona protezione contro i decorsi gravi del Covid, soprattutto agli anziani e ai gruppi a rischio, le autorità sanitarie norvegesi hanno messo in guardia sul fatto che, con il più contagioso ceppo Delta, sarà lecito attendersi un aumento dei ricoveri anche tra i cittadini completamente vaccinati.
Dato il picco di casi di COVID-19, dovuto al nuovo e più contagioso ceppo Delta, le autorità sanitarie norvegesi hanno avvertito di un possibile prossimo aumento dei ricoveri ospedalieri, anche tra i norvegesi completamente vaccinati. Tuttavia, ribadiscono anche che i vaccini forniscono una protezione robusta, soprattutto agli anziani e ai gruppi a rischio.
Finora il coronavirus è stato diagnosticato a 1.137 norvegesi completamente vaccinati. Di questi, 35 sono stati ricoverati in ospedale, con sintomi COVID-19 di varia gravità. 29 di loro, però facevano parte di gruppi a rischio, con possibilità alta o moderata di un decorso serio, ha affermato il recente rapporto dell'Istituto norvegese di sanità pubblica (FHI).

“Ci aspettiamo che in futuro ci saranno più persone completamente vaccinate ricoverate in ospedale, dato che il numero di queste sta aumentando. Per il momento osserviamo che il numero di pazienti ricoverati è basso, ma crediamo che andrà ad aumentare nelle prossime settimane", ha detto la direttrice del dipartimento FHI, Line Vold, all'emittente nazionale NRK.

Già a inizio agosto si contava che 418 casi di COVID-19, ovvero l'8% dei 5.215 nuovi casi in Norvegia, riguardassero soggetti completamente vaccinati. Nel frattempo la quota dei vaccinati è in costante aumento e continuerà a salire, ha avvertito FHI.

Ad oggi, il più contagioso ceppo Delta è diventato la dominante in Norvegia, rappresentando il 98% dei casi confermati, in un momento in cui il numero di casi ha raggiunto il suo picco da febbraio. Recenti rapporti FHI indicano anche un aumento dei ricoveri ospedalieri.
Nel complesso, l'FHI ha descritto l'incidenza di ricoveri e decessi in ospedale e in terapia intensiva come "relativamente bassa", fatto che Vold ha attribuito alla protezione vaccinale fornita agli anziani e ai gruppi a rischio.

Nonostante il picco previsto, l'FHI ritiene che l'ondata in arrivo non raggiungerà la stessa portata delle precedenti, che hanno innescato blocchi nazionali e ampie misure di allontanamento sociale, grazie al fatto che i vaccini favoriscono un decorso più lieve della malattia.

Indipendentemente dall'aumento del numero di infezioni, le autorità sanitarie norvegesi prevedono, quindi, di revocare alcune delle restanti restrizioni a partire dalla fine di settembre. Il ministro della Sanità Bent Høie è arrivato al punto di promettere che la vita tornerà in gran parte alla normalità, allettando i norvegesi con la possibilità di tornare a “ballare abbracciati” e “fare notti brave”, anche se, su grande scala, c'è ancora grande incertezza.
Ad oggi, la Norvegia, nazione di 5,3 milioni di abitanti, ha visto 142.000 casi di COVID-19 e ha soministrato vaccini al 39% della popolazione.

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