L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 5 agosto 2021

L'esproprio delle case dei palestinesi a Gerusalemme Est continua, più che un compromesso e un prender tempo, GIUSTO rimandarlo al mittente

MARTEDÌ 3 AGOSTO 2021
La Corte Suprema di Israele ha proposto un compromesso per risolvere il conflitto sul quartiere di Sheikh Jarrah a Gerusalemme, senza successo


Lunedì la Corte Suprema di Israele avrebbe dovuto emettere una sentenza sullo sfratto di tre famiglie palestinesi residenti a Sheikh Jarrah, un quartiere di Gerusalemme conteso tra gli attuali residenti palestinesi e gruppi di ebrei che ne rivendicano la proprietà. La contesa va avanti da decenni e lo scorso maggio era stata una delle cause scatenanti della guerra tra Israele e i gruppi palestinesi della Striscia di Gaza.

Anziché emettere una sentenza a favore di una delle due parti, tuttavia, la Corte ha cercato un compromesso: ha proposto ai residenti palestinesi di riconoscere a Nahalat Shimon, l’associazione di coloni che ha chiesto il loro sfratto, la proprietà sulle loro terre e sulle loro case. In cambio, riceveranno uno status di affittuari “protetti” e il diritto di rimanere su quelle terre per tre generazioni, pagando un affitto di circa 400 euro all’anno a Nahalat Shimon.

Sia Nahalat Shimon sia le famiglie palestinesi hanno rifiutato il compromesso: entrambi vogliono vedersi riconosciuta la piena proprietà sui terreni contesi. Inoltre, per le famiglie palestinesi lo status di affittuario “protetto” non sarebbe una difesa definitiva contro il rischio di essere sfrattate.

L’udienza si è dunque conclusa con un nulla di fatto e ne è stata programmata un’altra. Dalla sentenza della Corte Suprema dipendono non soltanto le tre famiglie palestinesi direttamente coinvolte, ma decine di altre famiglie residenti a Sheikh Jarrah che rischiano di essere sfrattate.

Nessun commento:

Posta un commento