L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 10 agosto 2021

L'influenza covid sconfigge l'ideologia dei vaccini sperimentali e allora avanza la tesi che il virus deve viaggiare tra gli uomini e sarà il sistema immunitario che troverà come sempre gli strumenti per domare il virus

09 Agosto 2021 16:25
Il Covid e l'immunità di gregge non raggiunta con i vaccini. Il caso Islanda
Agata Iacono


"L'immunità di gregge deve essere raggiunta passando il virus"
Lo afferma Thorolf Gudnason (Dr Þórólfur Guðnason), il Capo epidemiologo del Dipartimento della direzione del controllo delle malattie infettive della sanità dell'Istituto di sanità pubblica dell'Islanda, in un'intervista.

L'Islanda ha vaccinato il 93% della sua popolazione dai 16 anni in su e sta vivendo una situazione drammatica di nuovi picchi e restrizioni.

Sì, l'Islanda si arrende all'evidenza e al principio di realtà.

Il CDC ritiene che ora debba cercare di ottenere l'immunità di gregge contro il Covid-19 facendolo andare avanti, cercando al contempo di prevenire gravi malattie proteggendo i gruppi vulnerabili.

Afferma che l'obiettivo a questo punto non può essere quello di eliminare il virus dalla società.

Un mese e mezzo dopo il completamento di tutte le somministrazioni, nelle ultime settimane è stato diagnosticato un numero record di nuovi casi, nonostante la popolazione sia stata vaccinata.

Thorolf Gudnason ha detto questa mattina che è deludente che l'immunità di gregge non sia stata raggiunta attraverso la vaccinazione.
E, scatenando un'onda d'urto mediatica, ha dichiarato che bisogna adottare un'altra modalità per ottenere l'immunità di gregge, permettendo al virus di diffondersi attraverso la comunità.

"Il virus è mutato, la variante Delta arriva da oltre confine", afferma il responsabile del Dipartimento di controllo dell'istituto di sanità islandese.
Non ammetterebbe mai che il virus possa essere mutato proprio in virtù del fatto che ha incontrato l'ostacolo della vaccinazione di massa di tutta la popolazione e, anzi, non abbandona la possibilità che la vaccinazione continui.
Tuttavia, riconosce la sconfitta della strategia adottata in Islanda.

D'altronde, sta succedendo la stessa cosa negli Stati che hanno vaccinato di più.

Anzi, afferma che la vaccinazione non è stata vana. "La vaccinazione ha evitato gravi malattie, non c'è dubbio" (e grazie al fatto che avete puntato tutto sull'ideologia dei vaccini sperimentali e avete coscientemente boicottato qualsiasi tipo di cura, De Donno docet)

"Dobbiamo solo mescolare le carte e mettere su nuovi modelli", aggiunge.

"Non possiamo davvero fare nient'altro", se non lasciare che l'immunità di gregge si possa raggiungere lasciando che il virus infetti e si diffonda nella comunità, pur mettendo a rischio 70/80 individui, ma comunque cercando di proteggere le persone più fragili.

Era necessaria l'ammissione ufficiale direttamente dall'Islanda, per sbugiardare l'accanimento dei media italiani che si sono affannati in questi giorni a "spiegare" con contorsionismi da bar sport che il caso islandese non significa che la vaccinazione di massa si sia rivelata inefficace.
Primo della lunga fila naturalmente Open, che taccia qualsiasi dubbio in merito come bufala e disinformazione.



Ecco: quando leggete Open chiedetevi sempre come mai si affretti sempre a smentire anche i dubbi che ancora non vi sono venuti.
Aspettate.
Il giorno dopo sarà smentita la smentita.

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