L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 22 agosto 2021

Mattarella Mattarella non ci ha dato niente e ci ha tolto molto

Che vergogna



C’era una volta un Paese… anzi, no c’è un Paese perché questa purtroppo non è fiaba, nel quale un presidente eletto ormai non si sa più quanti governi fa grazie a camarille di Palazzo e di partito, un presidente che in renderebbe in francese, ignorando completamente i dati di facile lettura per le persone che hanno ancora una testa sulle spalle, ci viene a dire parlando a un assemblea di cattocleptomani chiamata comunione e liberazione, che vaccinarsi è un dovere. Ci viene a dire che dobbiamo farci iniettare preparati sperimentali, approvati in emergenza, le cui conseguenze sono sconosciute a detta degli stessi produttori, la cui efficacia, sempre a detta di chi li produce, è altrettanto sconosciuta e per rendersene conto basta leggere le clausole dei contratti fatti con gli stati almeno con Pfizer: “L’Acquirente riconosce […] che gli effetti a lungo termine e l’efficacia del vaccino non sono attualmente noti e che potrebbero esserci effetti negativi del vaccino che attualmente non sono noti”. Per giunta il tema della protezione degli altri è una totale menzogna perché i bugiardini vaccinali dicono chiaramente che il vaccino serve affatto a fermare il diffondersi dell’infezione, ma solo a mitigarne le conseguenze più serie. Anche questa è una balla enorme perché in realtà scassa i sistemi immunitari, ma al di là di tali considerazioni rimane il fatto che non esiste nemmeno una informazione ufficiale che configuri un simile dovere.

Avere il vaccino può essere un diritto per quelli che si sono fatti terrorizzare dalla lugubre sceneggiata, che non hanno capito che è stato il panico, sono state le terapie sbagliate, è stato il divieto di cura precoce, ma non è affatto un dovere per quelli che semplicemente si sono presi la briga di leggere il bugiardino e di aver seguito il dibattito scientifico che esiste anche se i quaquaraquà che parlano di doveri hanno fatto di tutto per soffocarlo. Si tratta di concetti semplici, ma come a farli entrare in una zucca vuota che riesce solo a contenere gli ordini senza nemmeno prendersi la briga di capirli? Non posso non provare un senso di vergogna di fronte a istituzioni che hanno tradito ogni fiducia, vergogna per loro per la loro miserabile natura di facilitatori di affari, per il loro ruolo di negazione della democrazia. Provo io vergogna per chi non sa più cosa sia.

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