L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 11 agosto 2021

Nel marasma in Medio Oriente, voluto cercato ottenuto dagli Stati Uniti, la insorgenza dell'Impero ottomano

Cose turche



Se si dovesse portare un esempio assolutamente limpido del declino occidentale è quello della Turchia uno dei punti di tensione mondiale dove tutto il dopoguerra viene completamente ribaltato: in teoria Ankara è un alleato della Nato e sarebbe persino in trattative con l’Unione Europea per la piena adesione, ma in realtà, queste non sono che illusioni che nascondono invece un avvicinamento a tappe forzate del blocco sino – russo: nel settembre 2010, aerei turchi e cinesi hanno condotto esercitazioni congiunte nello spazio aereo turco. Nel 2011, il governo turco ha annunciato l’intenzione di costruire un missile balistico con una gittata di 2.500 chilometri rifiutandosi di acquistare materiale americano obsoleto come invece era sempre accaduto in passato Nel 2012 la Turchia è entrata a far parte dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (SCO) come partner di dialogo e da allora, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha affermato numerose volte che Ankara abbandonerà la sua ricerca di aderire all’UE se gli verrà offerta appartenenza a pieno titolo alla SCO. Inoltre nel settembre 2013, la Turchia ha annunciato di aver selezionato una società cinese per la costruzione del suo primo sistema di difesa aerea e antimissilistica a lungo raggio, ma è stata costretta a fare marcia indietro a causa delle minacce di sanzioni economiche da parte degli Usa, tuttavia è stata irremovibile nell’acquisto del sistema russo S-400 di fabbricazione russa, anche se questo ha portato la sospensione della Turchia dal consorzio che costruisce il caccia F-35 cosa che in realtà costituisce un bel sollievo, visto che Ankara non dovrà spendere miliardi per un aereo che il Pentagono ha di fatto già messo in pensione.

Ma questo sarebbe il meno se non fosse che sta crescendo a vista d’occhio la distanza sociopolitica della Turchia dall’Occidente. Una nuova ricerca, di Areda Survey, ha dimostrato che:
Il 54,6% dei turchi vede gli Stati Uniti come la più grande minaccia alla sicurezza per il proprio paese, mentre il 51% pensa che la più grande minaccia sia Israele; il 31,1% pensa che siano gli Emirati Arabi Uniti; e il 30,7% pensa che sia l’Arabia Saudita.
Il 35,5% dei turchi considera gli Stati Uniti inaffidabili; Il 32,8% pensa che sia uno stato colonialista.
Il 72,2% si oppone a qualsiasi tipo di cooperazione con gli USA
Alla domanda con quale dei due Paesi la Turchia dovrebbe sviluppare le sue relazioni, il 78,9% ha risposto alla Russia contro il 21,1% che difendeva la cooperazione con gli Stati Uniti
Il 58,2% dei turchi pensa che la Russia sia il loro alleato strategico.
Il 69,3% pensa che l’acquisizione del sistema russo S-400 sia stata la decisione giusta.

In poche parole la Turchia si sta avvicinando sempre di più al blocco asiatico il che non è un bella notizia visto che è il Paese militarmente più potente che si affaccia sul Mediterraneo. Del resto altri sondaggi fatti in Europa e negli Usa mostrano che il Paese anatolico non viene più percepito come un partner, ma piuttosto come un avversario. Una delle illusioni che si sta creando in occidente è questo sia effetto della reislamizzazione della Turchia, ma non potrebbe essere meno vero: non avrebbe senso in questo contesto un avvicinamento alla Russia che è pur sempre un Paese a tendenza ortodossa e dunque più lontano possibile dall’Islam oppure il parallelo allontanamento da altri Paesi mussulmani. Il fatto è invece le elite turche non si fidano più degli Usa e soprattutto non ritengono più gli Usa e il suo codazzo di europei, in grado di conservare la posizione di preminenza planetaria. Dunque stanno cercando di sfilarsi e di trovare l’equidistanza tra i contendenti, ma oscillando sempre più visibilmente dall’altra parte.

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