L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 2 agosto 2021

Piano contro mercato

01 Agosto 2021 09:00

Salario sociale globale di classe e mercato interno: nessuno può più fermare la Cina!
Pasquale Cicalese


Visto che i media italiani non fanno altro che parlare, rispetto alla Cina, di "poveri" miliardari perseguitati ed arrestati e repressione degli oligopoli privati, per la qual cosa noi proletari dovremmo piangere, proviamo ad allargare la prospettiva di analisi di questo Paese.

Chi ha letto il libro "Piano contro mercato" sa benissmo che la vera forza della Cina sono stati negli ultimi 20 anni tre passaggi:

- Legge sul lavoro del 2008, con il quale si passava dal plusvalore assoluto al plusvalore relativo,

- infrastrutturazione del Paese per aumentare la produttività totale dei fattori produttivi e conseguentemente la reflazione salariale,

- e il salario sociale di classe, alloggi, istruzione, assistenza di base e, in ultimo la sanità, basata sulle assicurazioni perché un Paese di 1,4 miliardi di persone non può permettersi appparati mastodontici, ma coperture spese capillari.

Il modello a cui ci si vuole avvicinare è quello italiano del 1978 varato da Tina Anselmi, è da decenni che i cinesi lo studiano.

Ebbene, negli anni scorsi si varò una riforma fiscale che dava una franchigia di spese mediche pari a 60 mila yuan (circa 6.500 euro), detraibili.

In questi ultimi 5 anni il Governo ha ristrutturato gli ospedali pubblici secondo standard occidentali (prima molti lasciavano a desiderare) e ora una novità. Il 26 luglio, ma scordatevi che lo troverete nei media italiani, la Municipalità di Pechino, accanto all'assicurazione medica di base, ha varato un'assicurazione di 195 yuan (circa 25 euro annui) valida per tutti i residenti che copre spese mediche pari a 3 milioni di yuan (circa 400 mila euro), con una franchigia di base di 50 mila euro.

Di solito tali misure si estendono in seguito a tutto il Paese, quella di Pechino varrà dal 1 gennaio. Si tratta di una delle tante piccole iniziative a livello locale atte a migliorare la vita di tutti. Lo scopo non è quello di arrivare ad una sanità gratuita al 100%, ma diminuire la pressione sui cittadini per le cure costose (come ad esempio chemio o operazioni importanti) in modo da liberare i depositi da quel salvagente che le persone mettono da parte per eventi di questo tipo.

In generale la diagnostica in Cina è molto efficiente e costa relativamente poco (400-500rmb per una TAC, si fa in giornata, prenoti la mattina e il pomeriggio hai i risultati). Lo scopo, chiunque abbia letto il libro, è quello di estendere il salario sociale globale di classe per diminuire l'enorme risparmio precauzionale, come meccanismo di accumulazione.

Fa parte della strategia di Xi Jinping della "doppia circolazione" dove sarà preminente il mercato interno. Tra l'altro, la carenza di semi lavorati in giro per il mondo, che colpisce l'industria italiana abituata a "magazzino zero" è proprio dovuta, tra le altre cose, al fatto che le aziende cinesi, come testimoniano contatti in Cina, stanno sempre più lavorando per il mercato interno. Ora leggetevi la Gabanelli, mi raccomando.


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