L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 13 agosto 2021

Più ci si vaccina sperimentalmente e più ci si ammala veramente

Clamoroso, un produttore di vaccini dice ” abbiamo fallito”



Siamo di fronte a un assurdo: mentre i governi tentano in ogni modo imporre la vaccinazione anti Covid, i dati ci dicono che essa è pericolosa, inutile e del tutto ignota per quanto riguarda le conseguenze a lungo termine, per giunta non ferma la diffusione del virus e non permette di ottenere quella immunità di gregge artificiale che era il suo obiettivo. Ormai queste evidenze cominciano a trasparire anche attraverso le complicità della burocrazia sanitaria e addirittura tre giorni fa sono stati al centro delle dichiarazioni del professor Andrew Pollard direttore dell’Oxford Vaccine Group, quello che produce AstraZeneca: durante un incontro ufficiale all’All-Party Parliamentary Group del Regno Unito ha sostenuto che raggiungere l’immunità di gregge attraverso il vaccino “non è più una possibilità”.

Si tratta di un’affermazione bomba visto che tutta la politica vaccinale si è basata proprio su questo assurdo presupposto, tentando di sostituire il raggiungimento dell’immunità naturale che non fa arrivare nemmeno un soldo in cassa con quella da vaccini che invece porta decine di miliardi. Le varianti, usate come spauracchio sono quelle che stanno facendo affondare questa follia nei suoi stessi strepiti: infatti mentre l’immunità naturale è forte e ampia e non viene messa in crisi dalle varianti, quella vaccinale basata sui una sola proteina, la famosa spike, che oltretutto è di per sé tossica fa cilecca. al minimo cambiamento. Pollard ha espresso chiaramente questo concetto: ritiene che il virus “vomiterà una variante che forse ancora più efficace nel trasmettersi nelle popolazioni vaccinate, un motivo in più per non creare un programma di vaccini per l’immunità di gregge. Semmai ora dobbiamo concentrarci non su ciò che potrebbe fermare nuove varianti perché non penso che riusciremo a farlo. Dobbiamo concentrarci sul pensare a come evitare che le persone muoiano o vadano in ospedale”.

Rispuntano insomma le famose cure che sono state letteralmente e insensatamente vietate per oltre un anno e mezzo e questo lo dice uno dei maggiori produttori di vaccini. Il quale ora asserisce anche un’altra cosa e lo ha fatto durante un’intervista alla Bbc: “Penso che dobbiamo abituarci al concetto che questa diventerà quella che chiamiamo una malattia endemica piuttosto che una malattia pandemica “. Il fatto che da ottobre l’Europa aprirà alle cure, sia pure non quelle efficaci e a basso costo, ma a quelle ad alto costo perché guai a non far guadagnare le multinazionali del farmaco e l’annuncio del Cdc americano che si appresta a eliminare il test pcr sul quale si sostiene tutta la mistificazione pandemica, erano dei segnali paradossali, ma anche chiari in questo senso. Alle volte mi assale la paura: possibile che tutto sia così banale da poter essere facilmente interpretato? Negli ultimi mesi ho più volte ipotizzato che la narrazione pandemica stava mutando e che alla pandemia sarebbe subentrata l’endemia: troppo difficile nascondere la marea di reazioni avverse dei vaccini, troppo evidente il fallimento dei preparati genici la cui efficacia si riduce a vista d’occhio mese dopo mese: difficile tirare avanti ancora un anno con il pericolo di creare una forte e decisa opposizione al sistema delle oligarchie, al posto di un sistema politico corrivo e complice.

Quindi siano in presenza di una mutazione di narrazione mentre si tenta il colpo di coda criminale di coinvolgere gli adolescenti nella vaccinazione. Ma non è con un eventuale endemizzazione del covid che finisce il regime di eccezione, anzi si può dire che comincia, perché di fatto le politiche covid si estenderanno a qualsiasi banale malanno stagionale, imponendo vaccinazioni antinfluenzali o multiple a tutti ( per la cronaca sono anche meno efficaci di quelle Covid), distanziamenti, mascherine, segregazioni. Insomma la dittatura sanitaria rimarrà e il diritto di riunirsi, di manifestare, di decidere del proprio destino, persino il diritto di controllare i propri corpi continuerò ad essere ostacolato e visto come sospetto, antigienico e malvagio. Le autorità fingeranno sempre di farlo nel nostro interesse fino a che tutti non arriveranno a crederlo e di certo non c’è carenza della stupidità necessaria a portare avanti questo disegno. Bisognerà prepararsi a fronteggiare nuove bugie e nuove mistificazioni

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