L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 28 agosto 2021

Schizofrenia nel medesimo articolo - Ti vaccini ti infetti e infetti e ti ammali gravemente. Gli ultimi dati del ministero sui casi gravi quelli che riguardano pazienti vaccinati erano 364 domenica, mentre ieri sono scesi a 324 (sui 688 totali).

Israele: nuova impennata di contagi Covid. Cosa sta succedendo, l'analisi dei dati

Aumento delle infezioni con la riapertura delle prime scuole. Ma calano i casi gravi tra i vaccinati (e con terza dose)

Vaccinazione anti Covid in Israele (Ansa)

Roma, 26 agosto 2021 - C'è una nuova impennata di contagi in Israele. Ed è un dato che mette in allerta tutti perché avviene in uno dei Paesi dove la campagna di vaccinazione è partita per prima e sta proseguendo in modo massiccio, con anche la somministrazione della terza dose già autorizzata da quasi un mese. Cosa sta accadendo e bisogna preoccuparsi?

Gli ultimi dati

Ieri in Israele sono stati registrati 10.001 nuovi casi Covid in un solo giorno, ed è stato il dato più alto dallo scorso gennaio. È un campanello d'allarme per un Paese dove è attiva una massiccia campagna di vaccinazione, e dove da fine luglio è autorizzata la terza dose (già oltre 1,7 milioni di somministrazioni), ma senza eccessiva preoccupazione. A fronte di un tasso di vaccinazione completa (2 dosi) del 60,3% della popolazione, pari a 5,45 milioni di persone, (aggiornamento del 25 agosto, 1 dose al 65,5%) secondo i dati pubblicati ieri sera dal ministero della Salute israeliano i casi di infetti attivi in tutto il Paese sono 75.403, con 1.084 persone ricoverate delle quali 688 gravi e 139 con necessità di assistenza respiratoria, mentre i decessi sono stati 13.

Terza dose

Il 30 luglio Israele ha iniziato a somministrare la terza dose di vaccino Pfizer/BioNtech agli over-60 anni. La scorsa settimana sono stati ammessi alla terza dose gli over-40 e a partire da martedì di questa settimana gli over-30. Un nuovo studio israeliano ha mostrato che la terza dose (oltre 1 milione e 700mila le persone vaccinate) comincia ad essere efficace ad una settimana dall'inoculazione per raggiungere il suo picco al 16 giorno quando offre il 97% di copertura da malattia grave e il 95% per l'infezione.

Casi gravi

Analizzando la tendenza dei casi gravi di Covid in Israele i valori continuano a stabilizzarsi mentre, se si considerano soli i pazienti vaccinati, i casi gravi non in calo. Rispetto agli ultimi dati del ministero sui casi gravi quelli che riguardano pazienti vaccinati erano 364 domenica, mentre ieri sono scesi a 324 (sui 688 totali). Anche il tasso di morbilità è sceso da 6.69% a 6.57% così come il Fattore R (la capacità di un positivo di infettare altre persone) è passato da 1.15 a 1.13. Al momento, il tasso di nuovi casi gravi tra i pazienti non vaccinati over-70 è sette volte superiore a quello dei vaccinati, e il divario continua a crescere. Tra gli over-50, il divario tra non vaccinati e vaccinati è quadruplicato.
Ripresa della scuola

La politica adottata dal governo di "convivere con il Covid" senza fermare l'economia sarà messa alla prova a settembre con la riapertura delle scuole e l'inizio del periodo delle grandi festività del calendario ebraico. L'attuale sviluppo dell'epidemia in Israele avviene in assenza di lockdown e anche con la maggior parte delle scuole delle comunità ortodosse che hanno già riaperto dal 9 agosto L'ultimo bollettino Covid con il rialzo dei contagi preoccupa soprattutto in vista della riapertura generale delle scuole, prevista il primo settembre, e in particolare proprio in quelle comunità che hanno meno vaccinati come quella ortodossa in cui - riporta Times of Israel - nelle località dove la scuola ha già ripreso, nelle due settimane successive, c'è stata un'impennata di contagi.

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