L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 28 agosto 2021

Se il trattamento precoce con farmaci generici poco costosi funziona, ci sono poche ragioni per usare vaccini o altri farmaci costosi

Covid, l’epidemiologo Harvey Risch: “il trattamento precoce funziona molto bene, i vaccini non svolgono alcun ruolo nella stragrande maggioranza delle persone sane”

L'epidemiologo Harvey Risch è uno dei massimi esperti mondiali sul trattamento tempestivo contro il SARS-CoV-2: "la pandemia si ridurrà più velocemente quando le persone smetteranno di farsi somministrare i vaccini di richiamo e tratteranno semplicemente le loro infezioni con idrossiclorochina, ivermectina e altri farmaci”

Autore articolo A cura di Beatrice Raso
Data dell'articolo 24 Agosto 2021 22:05


L’esperienza ci sta dimostrando che i vaccini sviluppati finora non sono in grado di mettere fine alla pandemia da SARS-CoV-2, contrariamente a quanto previsto nelle prime fasi dell’emergenza sanitaria, in cui i vaccini erano annunciati come l’unica arma per sconfiggere il virus. In particolare, i punti deboli dei sieri sviluppati sono il calo di efficacia dopo 5-6 mesi e la resistenza di alcune varianti, tra le quali spicca quella Delta.

Molti studiosi ed esperti lo sottolineano dall’inizio della pandemia: più che fare affidamento sui vaccini per mettere fine alla pandemia, bisogna puntare sulle cure precoci, per evitare che una malattia facile da curare con farmaci comuni al suo stadio iniziale si trasformi in una malattia in grado di portare al ricovero o addirittura alla morte. Tra gli esperti che sostengono l’importanza delle cure precoci, c’è anche Harvey Risch.

Professore di Epidemiologia presso il Dipartimento di Epidemiologia delle Malattie Croniche della Yale School of Public Health di New Haven, nel Connecticut, Harvey Risch è uno dei massimi esperti mondiali sul trattamento tempestivo contro il virus. È tra gli autori del primo grande studio sulle cure domiciliari precoci contro il Covid-19, pubblicato su The American Journal of Medicine. Epidemiologo pluripremiato con oltre 30 anni di esperienza nella ricerca sull’eziologia del cancro, è membro della Society for Epidemiological Research dal 1982, dell’American Society of Preventive Oncology dal 1984 ed è eletto Fellow of the American College of Epidemiology dal 1991.

In un’intervista a Buongiorno Sudtirol, Risch ha spiegato come i vaccini non si stiano rivelando efficaci contro il coronavirus SARS-CoV-2. I vaccini “riducono l’infezione circa due settimane dopo la somministrazione della seconda dose, fino a sei mesi circa. Aumentano i casi di infezione prima della fine delle prime due settimane e perdono efficacia dopo sei mesi. Sono molto meno efficaci contro la variante Delta. Si sono verificate numerose infezioni causate dalla variante Delta nelle persone vaccinate: una percentuale apprezzabile è risultata grave ed è stata ricoverata. I vaccini genetici non sono “sterilizzanti” e accrescono la presenza di ceppi mutanti in grado di resistere all’immunità vaccinale. Questo perché i vaccini generano immunità solo per una parte del virus, mentre l’infezione naturale e l’immunità risultante generano l’immunità per oltre venti parti del virus ed è molto più difficile che il virus muti per sfuggire a tale immunità. In effetti, i vaccini favoriscono ripetuti ceppi di mutazioni resistenti che prolungano la pandemia. Ciò non si sarebbe verificato con un’immunità naturale diffusa. I vaccini possono svolgere un ruolo nelle persone ad alto rischio di esiti negativi del Covid, ma non nella stragrande maggioranza delle persone sane”, ha affermato l’esperto, che ha aggiunto che il vaccino anti-Covid non produce affatto un’immunità sterilizzante altamente efficace in grado di bloccare la trasmissione dell’infezione.

“Il virus muta rapidamente e facilmente. Nei primi mesi gli scienziati avevano catalogato più di 4 mila mutazioni. Due società (Novavax e CoVLP) stanno sviluppando vaccini più tradizionali che non utilizzano la tecnologia dell’mRNA o del DNA. Resta da vedere quanto si riveleranno efficaci contro la Delta e i ceppi successivi”, ha spiegato Risch.

Insieme al Professor Peter McCullough, altro sostenitore dell’importanza delle cure precoci, Risch ha condiviso lo schema terapeutico proposto dai medici del Comitato Cura Domiciliare fondato dell’avvocato Erich Grimaldi. “Il trattamento precoce ambulatoriale con idrossiclorochina, ivermectina e altri farmaci funziona molto bene se iniziato entro i primi cinque giorni dall’insorgenza dei sintomi. Il gruppo di medici italiani ha riscontrato questa efficacia nei propri pazienti trattati. Se il trattamento precoce con farmaci generici poco costosi funziona, ci sono poche ragioni per usare vaccini o altri farmaci costosi”, ha affermato.

Sulla recente approvazione del vaccino Pfizer-BioNTech da parte della Food and Drug Administration americana, il commento di Risch è netto: “corruzione spregevole”, ha dichiarato, citando l’editoriale del Dottor Peter Doshi (per approfondire: “Efficacia poco chiara dopo 6 mesi, dati non aggiornati, segnalazioni limitate sulla sicurezza”: tutti i dubbi sull’approvazione del vaccino Pfizer da parte della FDA)

Sulla fine della pandemia, l’esperto ha affermato: “la circolazione di SARS-CoV-2 non finirà mai. Tuttavia il virus diventerà sempre più debole attraverso i nuovi ceppi. La pandemia si ridurrà più velocemente quando le persone smetteranno di farsi somministrare i vaccini di richiamo e tratteranno semplicemente le loro infezioni con idrossiclorochina, ivermectina e altri farmaci”.

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