L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 8 agosto 2021

Si afferma che i vaccini sperimentali, FORSE, non servono a fermare le infezioni e allora i Passaporti sono inutili

Furfanterie e passaporterie

epa07662732 President of the European Central Bank (ECB) Mario Draghi (L) and France's President Emmanuel Macron (R) on the second day of a European Council Summit in Brussels, Belgium, 21 June 2019. European leaders take the relevant decisions on appointments for the next institutional cycle and adopt the EU's strategic agenda for 2019-2024. EPA/STEPHANIE LECOCQ


La commedia è alla fine? Dovrebbe esserlo perché anche il il capo del CDC americano Rochelle Walensky una cocchina della coppia virale Biden – Fauci, ha dovuto ammettere in questa intervista alla Cnn, immediatamente rimossa da Google, che il vaccino non previene l’infezione da COVID-19, né impedisce alla persona vaccinata di trasmettere l’infezione o la variante delta. Secondo la Walensky, insomma l’unico vantaggio del vaccino è che presumibilmente riduce la gravità dei sintomi. In realtà anche questo risulta molto dubbio, perché nascosta nelle pieghe dello studio di Pfizer, sembra emergere invece una verità esattamente opposta, ma ad ogni modo l’ammissione del fatto che i cosiddetti vaccini non servano a fermare l’infezione da parte di una delle più importanti burocrazie sanitarie, cambia le carte in tavola e praticamente distrugge le ragioni per qualsiasi passaporto vaccinale. Io non conosco questa Rochelle Walensky quindi non so se sia tanto ingenua da ammettere qualcosa che mette in crisi la politica vaccinale dei suoi sponsor, ma l’impressione è che siamo in presenza di un imminente cambio di copione nella commedia pandemica e che qualcuno cominci ad abbandonare la barca.

Ormai solo i più obnubilati possono davvero credere alla mistificazione di una malattia così terribile che il 90 per cento delle persone nemmeno si accorge di avere, diagnosticata peraltro attraverso strumenti completamente inadeguati allo scopo come ormai tutti ammettono e alla salvezza che arriva dal vaccino come fosse un corpo mistico: dunque si cerca una via d’uscita prima di trovarsi incastrati fra le macerie della narrazione che comincia a cedere. Non escludo che talune recenti prese di posizione anti pass, come quella di Cacciari, anticipino un cambiamento di copione che altri meno intelligenti nemmeno avvertono, non certo Galimberti perché ovviamente non ha ancora potuto copiarlo e nemmeno gli irredimibili dell’area Micro meno Mega che si sono subito affannati a difendere il padrone globale con colpi di coda alla vaccinara. Come sempre è difficile dire quanto ci sia di improvvisazione e quanto di studiato o ancora se tra i burattinai sia subentrata una qualche divisione, però è chiaro che in ogni caso ci sarà una fuga dalle responsabilità da quanto è accadute in questi quasi due anni di Covid e dio non voglia che i vaccini abbiano manomesso il sistema immunitario di molti rendendoli più fragili verso tutte le malattie virali.

Faccio però notare che i passaporti vaccinali di cui tanto di parla sono di fatto stati adottati pienamente solo in Francia da un presidente ( ex?) impiegato dei Rothschild e in Italia da un ( ex?) alto dirigente di Goldmann Sachs come Mario Draghi che peraltro siede nel gruppo dei Trenta accanto al vice presidente di BlackRock, Philipp Hildebrand. Non vorrei sembrare complottista, ma il fatto che i primi attori della passaporteria vaccinale siano anche quelli che hanno maggiori legami e contatti organici con la finanza internazionale non credo sia del tutto casuale: non va dimenticato tra l’altro che BlackRock è uno dei maggiori azionisti di Pfizer. Comunque che queste siano pure coincidenze o che abbiano invece un significato, che indichino come la crisi sanitaria abbia un’origine economico – sistemica, vedremo in che modo cambierà la narrazione dal prossimo autunno, visto che difficilmente potrà essere imperniata sul puro covid, quale altro virus o variante o emergenza ecologica verrà escogitata per mantenere lo stato di eccezione ed evitare che arrivi il diluvio.

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