L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 22 agosto 2021

Ti vaccini e ti infetti e infetti, ti ammali, muori, vai in lockdown, ti infetti infetti e muori e la mascherata deve continuare, di cure che costano poco e sono efficaci non si deve parlare altrimenti You Tube, Facebook e similari ti censurano. Le televisioni continuano imperterrite a darci quotidianamente la nostra dose di terrore e a prevedere la quarta, quinta ondata per l'influenza covid, siamo in una narrazione fine a se stessa compiaciuta che non vuole mollare ed è funzionale al nuovo metodo di governo in Occidente paura e angoscia che nasconde il vero dramma , l'economia non sta bene e tutti aspettano il CRASH

Il caso Israele in prima pagina sul New York Times: “aumentano i dubbi sull’efficacia dei vaccini”

I grandi giornali del mondo iniziano a mettere in dubbio l'efficacia dei vaccini dopo le evidenze che arrivano da Israele: l'articolo del New York Times

Autore articoloA cura di Peppe Caridi
Data dell'articolo21 Agosto 2021 11:19


Mentre in Italia la stampa continua nel coro unanime rispetto all’inequivocabile efficacia delle vaccinazioni di massa, aumentano i dubbi degli esperti alla luce delle ultime evidenze scientifiche. Medici, ospedali e primari di reparto dichiarano che “ci aspettavamo risultati migliori dai vaccini“, e anche i principali giornali del mondo come il Wall Street Journal e il New York Times iniziano a mettere in discussione l’efficacia di questa campagna vaccinale. In modo particolare il New York Times, con un articolo molto approfondito finito in prima pagina, ha raccontato il caso di Israele grazie al servizio della famosa giornalista Isabel Kershner, corrispondente israeliana per il NYT.

Tutti coloro che hanno scritto via email e su facebook alla redazione di MeteoWeb dopo aver letto proprio i nostri ultimi articoli su Israele chiedendoci perchè gli altri media non ne parlano, oltre a girare la domanda a loro, potrebbero adesso proprio consultare il prestigioso New York Times che riporta esattamente quanto già evidenziato rispetto al drammatico aumento di contagi, ricoveri e morti in Israele soprattutto tra i vaccinati:


Nell’articolo del New York Times si ripercorre l’eccezionale successo della campagna vaccinale israeliana ma si racconta subito dopo il drammatico peggioramento dell’ultimo mese, con i contagi che stanno colpendo proprio le aree e le fasce di popolazione più vaccinate. Analizzando il caso dello Stato “avanguardista” nelle vaccinazioni, fin qui preso a modello, il principale quotidiano statunitense si chiede se davvero le vaccinazioni serviranno ad uscire dall’incubo della pandemia.

Riportando le dichiarazioni degli scienziati e in modo particolare quelle del prof. Ran Balicer, presidente di un gruppo di esperti che consiglia il governo israeliano sulla risposta al Covid, la giornalista spiega che ormai tutti si sono resi conto di aver commesso degli errori di valutazione e di aver compreso che i vaccini non bastano, perchè la loro efficacia diminuisce troppo in fretta con il passare del tempo e per l’emergere di nuove varianti. Proprio il calo dell’efficacia dei vaccini già 6 mesi dopo le somministrazioni è un’evidenza prima ignota: era uno dei più grandi punti di domanda sulla validità di questi vaccini, e la risposta è purtroppo negativa.

In Israele la situazione è peggiorata prima rispetto ad altri Paesi europei come l’Italia, proprio perchè avevano vaccinato con diversi mesi di anticipo e l’efficacia è finita prima. Alla luce di quest’evidenza, anche in Italia e in Europa non possiamo che attenderci un grave peggioramento della situazione in autunno.

Il prof. Nadav Davidovitch, esperto di salute pubblica e membro del comitato consultivo del governo israeliano, è molto critico e chiede misure restrittive proprio per la scarsa efficacia dei vaccini. E a prof.ssa Galia Rahav, capo dell’Unità e dei laboratori di malattie infettive presso lo Sheba Medical Center vicino a Tel Aviv, testimonia che “la gente è stanca delle maschere. Vogliono vivere“. Tomer Lotan, direttore generale del Ministero della Pubblica Sicurezza, ha detto che : “la gente israeliana non ha ancora compreso che siamo in una quarta, significativa ondata. Siamo ancora in modalità di routine, con la sensazione di essere vaccinati. È difficile cambiare discorso nel discorso pubblico e dire: Ascolta, siamo in una catastrofe“.

Proprio il fatto che la stragrande maggioranza dei contagi, dei ricoveri e dei morti in Israele sia vaccinata, e che la nuova ondata sfiora i picchi record delle precedenti nonostante non sia ancora arrivata al picco, desta grande preoccupazione in tutto il mondo. E rimanere sordi e ciechi di fronte a tutto questo significa preparare un nuovo autunno-inverno da incubo anche in Italia.


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