L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 9 agosto 2021

Uno dei corto circuiti per i Passaporti dei vaccini sperimentali. Ricordiamo quello dei carri-bestiame dei pendolari e metropolitane

Green Pass, Lamorgese: “I titolari dei locali non possono chiedere i documenti”

09 ago 2021 - 15:27

La ministra dell’Interno ha sottolineato che il rispetto delle regole è importante e non ha escluso eventuali controlli a campione da parte della polizia amministrativa. Fipe: "Ora serve modificare la norma"

Nel corso delle ultime settimane, in tutta Italia si sono verificate varie proteste nei confronti del Green Pass. Parlando con i giornalisti, Luciana Lamorgese, la ministra dell’Interno, ha dichiarato che “il rispetto delle regole è importante” e non ha escluso “controlli a campione nei locali insieme alla polizia amministrativa”. Tuttavia ha anche ribadito che saranno i titolari a dover provvedere, anche se “non potranno chiedere la carta d’identità ai clienti”. “Non si può pensare che l’attività di controllo venga svolta dalle forze di polizia. Significherebbe distoglierle dal loro compito prioritario, che è garantire la sicurezza. Al riguardo è in via di preparazione una circolare”.

Lamorgese ha ribadito il concetto durante un’intervista a La Stampa. La ministra ha dichiarato che andare al ristorante con il Green Pass “è come andare al cinema e mostrare il biglietto”. Gli esercenti “non sono tenuti a chiedere la carta d’identità e faremo una circolare come Viminale per spiegare che non sono tenuti a farlo. Nessuno pretende che gli esercenti chiedano i documenti, i ristoratori non devono fare i poliziotti”. “In queste ultime manifestazioni non abbiamo segnali evidenti di infiltrazioni, clamorose violenze a oggi non ci sono state”, ha aggiunto Lamorgese, parlando del rischio di infiltrazioni di violenti nelle manifestazioni contro il Green Pass.

A Torino, nel corso del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, Lamorgese ha dichiarato che “da quando è iniziata la pandemia abbiamo fatto 50 milioni di controlli. L’impegno è stato tanto. Ora siamo in una fase successiva”. La ministra dell’Interno ha sintetizzato le attività svolte dalle forze di polizia nel corso della pandemia.

Ristoratori: "Ok Lamorgese su Green pass ma ora serve modificare la norma"

Nel tardo pomeriggio, il direttore generale della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (Fipe) di Confcommercio, Roberto Calugi, ha commentato le parole del ministro dell'Interno dicendo di "apprezzarle", ma ha sottolineato che "è bene che si faccia chiarezza: se una persona esibisce un Green pass di un'altra persona e viene scoperto nei controlli a campione della polizia, un barista non può esserne responsabile e rischiare a sua volta una sanzione. Perciò bisogna intervenire sul quadro sanzionatorio: si modifichi la norma o almeno si diffonda una circolare ministeriale".

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