L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 9 settembre 2021

10 miliardi è il costo stimato che ci costa a noi contribuenti per regalare il Monte dei Paschi a Unicredit, un privato

Unicredit, possibile proroga della trattativa col Tesoro su Mps

8 Settembre 2021 - 16:30

Oggi scadono i termini per la trattativa esclusiva tra Tesoro e Unicredit per l’acquisizione degli asset di MPS ma il tempo potrebbe essere esteso


La trattativa tra Unicredit e il Ministero del Tesoro potrebbe arrivare ai tempi supplementari. Con la scadenza prevista per oggi e senza alcuna notizia certa su un accordo, fonti Reuters affermano che il tempo potrebbe essere prolungato.

A quanto risulta dall’agenzia di stampa Reuters, le trattative dovrebbero continuare nel corso delle prossime settimane, anche se l’esclusività concessa a Unicredit potrebbe decadere.

La complessità delle trattative potrebbe spingerle anche per diversi giorni, probabilmente oltre le elezioni suppletive di Siena, previste per il 3 e 4 ottobre, resosi necessarie dopo che Pier Carlo Padoan si era dimesso da parlamentare per entrare nel CdA di Unicredit come presidente.

Le trattative

Nel mese di luglio Unicredit aveva accettato di entrare in trattative esclusive per valutare l’acquisto di alcuni asset “selezionati” di Monte dei Paschi di Siena, di proprietà del Ministero del Tesoro con una quota del 64%, detenuta a seguito del salvataggio nel 2017.

Nell’accordo, le due parti avevano accettato il rispetto di alcune linee guida come il mantenimento delle attuali riserve di capitale di Unicredit e aumentando almeno del 10% gli utili per azione del gruppo. Inoltre, Unicredit non si farà carico dei crediti deteriorati della banca senese e sarà protetta anche da rischi legali relativi alla gestione passata di Mps.

I tagli al personale MPS

L’acquisizione porterà con sé il rischio di un taglio al personale per un totale di 7 mila unità, reso “necessario” per allinearsi alla media degli altri sportelli di mercato, secondo quanto comunicato da Unicredit.

Se MPS conta circa 15 dipendenti per sportello, banche come BPER e Credem si fermano a 10, mentre in Banco BPM sono 13, secondo quanto calcolato dal Sole 24 Ore. Già nel piano industriale di MPS era stata indicata l’esigenza di licenziare 2.669 addetti entro il 2025, ma l’avvento di Unicredit rischia di aumentare notevolmente la cifra.

Rischio che ha portato i sindacati sul piede di guerra e per il 24 settembre è stato proclamato uno sciopero dei dipendenti MPS per cercare di opporsi ai tagli. Una soluzione che in queste ore si sta facendo avanti è quella del rifinanziamento del fondo esuberi, con prepensionamento e lo scivolo fino a 7 anni.

Ipotesi che vedrebbe un aggravio della spesa dello Stato per MPS, a cui si potrebbe aggiungere un aumento di capitale per Rocca Salimbeni pari a 3 miliardi di euro. Con la campagna elettorale in pieno svolgimento non solo a Siena, qualunque soluzione potrebbe risultare ’scomoda’ davanti agli elettori per ogni partito, pertanto il rinvio a dopo le suppletive sembra la possibilità più plausibile.

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