L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 25 settembre 2021

Attacco in campo aperto all'ideologia dei vaccini sperimentali

Dichiarazione di Roma contro il divieto di cura



Migliaia di medici e di scienziati stanno firmando in queste ore la “Dichiarazione di Roma” per la libertà di cura, guidata dal dottor Robert Malone che come è noto è l’inventore delle tecnologie necessarie per la creazione di vaccini a mRna dunque una delle persone più informate sui fatti che esistano sul pianeta. La dichiarazione ( qui il testo italiano e qui la pagina di sottoscrizione ) . Ecco in poche parole i punti salienti del documento nel loro significato:
  • C’è un attacco senza precedenti alla nostra capacità di prenderci cura dei nostri pazienti.
  • La politica ha scelto di ignorare i concetti fondamentali di scienza, salute e benessere, abbracciando invece una strategia di trattamento “taglia unica” con i vaccini che si traduce in troppe malattie e morte quando invece l’approccio individualizzato e personalizzato di assistenza sanitaria è sicura ed ugualmente o addirittura più efficace visto che le persone muoiono per i vaccini, non per i farmaci come l’ivermectina.
  • A migliaia di medici a causa delle barriere poste da ospedali, ordini professionali, farmacie, agenzie di sanitò pubblica viene negato il diritto di cura, rendendo impotente la stragrande maggioranza degli operatori sanitari di proteggere i propri pazienti di fronte alla malattia. I medici sono costretti a dire ai loro pazienti di andare semplicemente a casa (permettendo al virus di incubare) e tornare quando la loro malattia peggiora, causando centinaia di migliaia di morti inutili.
  • I medici devono difendere il loro diritto a prescrivere un trattamento, osservando il principio PRIMO, NON DANNEGGIARE. Ai medici non deve essere impedito di prescrivere trattamenti sicuri ed efficaci diversi dai vaccini ed essi devono difendere i diritti dei pazienti dopo averli pienamente e realisticamente informati sui rischi e sui benefici di ciascuna opzione.
  • Invitiamo i pazienti, che credono nell’importanza della relazione medico-paziente e nella capacità di partecipare attivamente alla loro cura, a richiedere l’accesso a cure mediche basate sulla scienza.
L’ultimo punto è un richiamo alla quasi totale assenza di argomentazioni valide in favore di vaccini che oltre a causare una enormità di reazioni e di morti non sono uno strumento idoneo a eradicare un virus la cui patogenicità è comunque assai debole: considerando che vengono tuttora considerati morti covid tutti quelli che hanno positività al virus anche se sono nella fase terminale di altre malattie gravi o in qualche caso anche vittime di incidenti, la mortalità rimane dello 0,22 che potrebbe tranquillamente essere divisa per dieci. Se si vanno a vedere le poche cifre reali che circolano si vede che per esempio in Austria nessuno è morto di Covid sotto i 30 anni e che nel 2020 in Germania il massimo di pazienti Covid negli ospedali è stato dell’ 1,9 per cento. Il resto è sceneggiatura.

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