L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 29 settembre 2021

Energia elettrica - Per anni ci hanno succhiato soldi dalle bollette dicendoci che dovevano servire per investire nello sviluppo delle energie alternative, quelle pulite, e all'appuntamento i decisori politici tutti sono meravigliati che il gas è aumentato geometricamente in maniera insostenibile. E' chiaro che i nostri soldi sono finiti in rivoli sconosciuti e ora vogliono torchiarci ancora per le loro incapacità, la loro corruzione

Crisi energia elettrica: cosa succede? Cause e conseguenze

28 Settembre 2021 - 11:44

Una crisi energetica sta colpendo il mondo intero: cosa sta succedendo, quali sono le cause e quali le conseguenze?


Tutti parlano della crisi legata all’energia elettrica che sta coinvolgendo il mondo. Cosa succede, quali sono le cause, e soprattutto, le conseguenze attese?

Intanto le fabbriche chiudono, i costi in bolletta aumentano vertiginosamente e i principali fornitori di energia tagliano la fornitura in Asia come in Europa. Ecco servita una carenza di energia capace, in potenziale, di bloccare il mondo.
Crisi energetica: le cause

Non vi è un’unica causa dietro la nascita della crisi energetica, che sta assumendo giorno dopo giorno una portata mondiale.

Tra le motivazioni troviamo problemi tecnici, la mancanza di investimenti nel campo della manutenzione ed efficientamento e, infine, l’aumento della domanda.

I prezzi del gas naturale (aumentato del 1.300% da maggio 2020) e del carbone, comunemente utilizzati per fornire energia alle fabbriche e riscaldare le abitazioni private, sono saliti ai massimi pluriennali, anche grazie a un rimbalzo post-pandemia e alle aspettative di un inverno rigido.

Tra le conseguenze della crisi energetica, i primi a rallentare le operazioni in Europa sono stati i produttori di fertilizzanti. Intanto in Cina i fornitori di elettricità razionano la fornitura alle fabbriche, con una conseguente riduzione della produzione. E chissà cosa succederà quando arriverà l’inverno e sarà necessaria l’energia elettrica per il riscaldamento.

A nulla sembrano servire, al momento, le misure messe in campo dalla Cina finalizzate a calmierare i prezzi del carbone e a minimizzare la carenza di energia, mentre le big dell’utility di tutto il mondo sono impegnate a produrre una maggiore quantità di energia.
Perché la situazione è grave

Andiamo subito al sodo: la crisi energetica ha impatto sulla maggior parte dei comparti industriali. Questi hanno forti legami con il mondo politico, senza contare la crisi sociale che si scatenerebbe a causa dell’aumento del costo delle bollette. Gli equilibri politici durerebbero ben poco.

Tutto il nostro mondo funziona a energia elettrica e carbone: la loro scarsità può avere impatto sulla produzione tutta, con possibile effetto al rialzo sull’inflazione - un rialzo generalizzato dei prezzi, dal cibo ai servizi, per dirla in altre parole.

È lecito quindi aspettarsi, se delle soluzioni non verranno implementate in tempi brevi, diversi blackout in Italia e in Europa e un’allarmante riduzione della produzione cinese, a partire dai chip.

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