L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 15 settembre 2021

Il neoliberismo sconfitto nelle urne rientrerà dalla finestra con il nuovo governo. Niente illusioni

In Norvegia vince la sinistra che archivia la politica liberale dell'ex premier Solberg 

Di euronews • ultimo aggiornamento: 14/09/2021 - 06:18


Dopo 8 anni di ininterrotto governo conservatore, la Norvegia svolta a sinistra. Il partito laburista e i suoi alleati (i socialisti di sinistra e un partito centrista), incassano una netta maggioranza nelle elezioni di domenica (104 seggi contro 64 della coalizione sconfitta della destra), a seguito di una campagna dominata dalla discussione sulle politiche ambientali e il futuro dello sfruttamento di gas e petrolio nel paese.

Jonas Gahr Støre, leader del Partito Laburista, nel raduno dopo lo spoglio delle schede, ha ringraziato gli elettori per il sostegno: "Quindi è ormai chiaro che il popolo norvegese vuole una società più giusta. Grazie mille a tutti coloro che hanno contribuito a questo e hanno votato per il cambiamento".
La signora del gas e del petrolio esce di scena

Il primo ministro uscente Erna Solberg ha ammesso la sconfitta ancor prima della diffusione dei dati definitivi dopo che il suo partito e i relativi alleati hanno perso un'altissima percentuale di voti, e con essi la maggioranza. A causa della sua lunga permanenza in carica e delle sue convinzioni nel neoliberismo economico Solberg era stata è soprannominata "Iron Erna". Aveva ampliato lo sfruttamento petrolifero lungo le coste norvegesi riducendo allo stesso tempo le tasse. La Norvegia, che non fa parte dell'Unione europea, è il primo produttore continentale di petrolio e il terzo esportatore mondiale di gas.

Confermati i pronostici della vigilia

Al voto, che alla fine ha confermato tutti i pronostici di sconfitta della destra, si era arrivati dopo una campagna elettorale polarizzata sulle questioni del cambiamento climatico e delle politiche per la protezione ambientale.

Secondo molti osservatori le scelte politiche del prossimo governo avranno un forte impatto sul settore primario dell'energia e un importante risvolto ecologista anche in considerazione degli alleati con i quali i laburisti vano al potere. Tuttavia stando ai dati la vittoria dei laburisti sembra abbastanza confortevole tanto da non richiedere l'eventuale appoggio dei comunisti.

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