L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 23 settembre 2021

La caccia è iniziata e alcune prede stanate

Comandanti USA e d'Israele uccisi la scorsa estate dall'Asse di Resistenza per vendicare Soleimani

08:17 22.09.2021 (aggiornato: 09:40 22.09.2021)

© AP Photo / Office of the Iranian Supreme Leader

L'Asse della Resistenza, la scorsa estate, avrebbe effettuato attacchi contro un alto ufficiale americano e uno israeliano, in rappresaglia per l'assassinio dei comandanti Qassem Soleimani e Abu Mahdi al-Muhandis, secondo quanto riportato dal quotidiano The Cradle. I due decessi erano stati attribuiti dal Pentagono a cause naturali.
Due alti ufficiali, un americano e un israeliano, la cui morte, dalle fonti ufficiali, questa estate era stata attribuita a cause naturali, sarebbero invece stati uccisi in un'operazione militare a Erbil, nel nord dell'Iraq, secondo una fonte di sicurezza di alto livello all'interno dell'alleanza mediorientale, citata nel rapporto.

“Un'operazione a Erbil ha ucciso due comandanti di alto rango, l’americano James C. Willis e l’israeliano Sharon Asman. Il tenente colonnello James C. Willis, 55 anni, di Albuquerque e della Red Horse Unit, è stato ucciso in un'operazione a Erbil, sebbene, secondo il rapporto del Pentagono, sarebbe morto in un incidente non bellico alla base di Al-Udeid in Qatar", ha detto la fonte anonima. "Quest’uomo è stato coinvolto nelle operazioni di assassinio di Soleimani e Abu Mahdi. Anche il colonnello Sharon Asman, della Brigata Nahal, che si dice sia morto per insufficienza cardiaca, è stato in realtà ucciso a Erbil”.

Willis sarebbe morto in un evento non bellico alla base di Al-Udeid in Qatar, secondo la dichiarazione del Pentagono di fine giugno, che non ha fornito ulteriori informazioni sulla causa della morte. Era il comandante del 210th Red Horse Squadron, un'unità di 130 membri che "fornisce all'ingegneria civile capacità di risposta rapida per condurre operazioni in ambienti remoti e ad alta minaccia", secondo Stars and Stripes, un giornale militare ufficiale.


Asman, a sua volta, è morto il 1° luglio, "dopo essere collassato durante un allenamento di fitness in una base militare nel centro di Israele", secondo la versione dei media israeliani. Durante i suoi 25 anni di carriera, ha prestato servizio militare attivo in Libano e a Gaza, tra gli altri luoghi.

Secondo il rapporto di The Cradle, nel 2021 almeno due attacchi separati in Iraq avrebbero preso di mira il servizio di spionaggio israeliano Mossad, ma non si sa chi abbia eseguito gli attacchi.

Dopo il presunto tentativo di sabotaggio, da parte di Israele, all'impianto nucleare iraniano di Natanz, all'inizio di quest'anno, gli attacchi alle navi di entrambe le parti nelle acque della zona e l'uccisione dello scienziato nucleare iraniano Mohsen Fakhrizadeh, lo scorso novembre, il primo incidente di tale rappresaglia si è verificato a metà aprile.

L'Iran ha condannato gli assassini di Soleimani e al-Muhandis come "terrorismo di stato" e ha promesso di eliminare la presenza americana nella regione come atto finale di vendetta, continuando intanto a fare pressioni sull'Iraq per costringere le forze statunitensi a lasciare il suo suolo.
Ad aprile, l'ex ministro della Difesa iraniano, il generale di brigata Amir Hatami, ha affermato che le forze di resistenza erano diventate una potenza significativa nella regione, con l'obiettivo di affrontare, in primo luogo, gli Stati Uniti e Israele.


"Oggi, i fronti di resistenza costituiti da Iran, Siria, Iraq, Libano, Yemen, ... contro gli Stati Uniti e il regime sionista non sono solo passivamente imbattuti, ma sono considerati i vincitori dei campi di battaglia", ha detto, secondo un Rapporto dell’agenzia iraniana, Farsi News.

Iran, Siria, le milizie delle Forze di mobilitazione popolare irachene e l'organizzazione politica e militante libanese Hezbollah costituiscono l'"Asse della resistenza", noto anche come il "Fronte della resistenza". Queste forze hanno anche operato congiuntamente per contrastare i terroristi nella regione, incluso Daesh*.
Il generale Soleimani, ex comandante della Forza Quds del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (IRGC), insieme ad al-Muhandis, il vice comandante dell'Hashd al-Shaabi in Iraq, venne ucciso in un attacco mirato di droni statunitensi all'aeroporto internazionale di Baghdad nel gennaio 2020.

*Organizzazione terroristica estremista illegale in Russia e in molti altri stati

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