L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 7 settembre 2021

La catena d'approvvigionamento è in crisi, la montagna di moneta creata dalle banche centrali inondano il mercato, continuano a farlo in maniera sconsiderata e in ordine sparso, c'è un disordine reale aumentato dalla macchina ormai inarrestabile dell'influenza covid che diventata autonoma ed indipendente non prosegue più solo gli obiettivi per cui è stata inventata, ora serve per una schedatura di massa, che aiuterebbe non poco la Paura&Terrore come nuovo metodo di governo. Il rimbalzo economico c'è ma non è più roseo secondo le previsioni, l'ha confermato Draghi, lo stregone maledetto, anche se le televisioni continuano a vedere solo quello che ha detto sulla burla dell'obbligatorietà dei vaccini sperimentali

COVID-19 IN EUROZONA, PUBBLICATO: 6 SETTEMBRE 14:18
Stagflazione è la maggiore minaccia per la ripresa in Europa

DI FTA

Stagflazione maggiore minaccia oggi per la ripresa in Europa. Mario Monti vede per le economie non solo Ue rischi simili a quelli degli Anni Settanta.


Per Mario Monti la maggiore minaccia per la ripresa dell'economia in Europa è oggi la stagflazione. L'ex premier italiano (ed ex commissario europeo), intervistato dalla Cnbc a margine del Forum Ambrosetti di Cernobbio, ha sottolineato come le politiche monetarie enormemente accomodanti delle banche centrali e i massicci stimoli fiscale dei governi "potrebbero anche innescare più inflazione". Non solo, Monti vede aumentare "una serie di vincoli alla flessibilità della produzione".

Per Monti stagflazione maggiore minaccia a ripresa in Europa

Intervistato da Steve Sedgwick della Cnbc, Monti ha paventato il fatto che le economie, non solo quelle dell'Eurozona, potrebbero iniziare a sperimentare elementi di "stagflazione" simili a quelli osservati in molti Paesi negli Anni Settanta del secolo scorso. Per questo, secondo il presidente dell'Università Bocconi, sarà “molto importante gestire con saggezza e in modo coordinato questa transizione da una necessaria abbondanza di sostegno monetario e finanziario verso una situazione più ordinaria”.

In agosto inflazione Europa sui massimi. In arrivo stagflazione?

Il termine stagflazione indica la situazione in cui sono contemporaneamente presenti un aumento generale dei prezzi (inflazione) e una mancanza di crescita dell'economia in termini reali (stagnazione). Settimana scorsa l'Eurostat ha comunicato il dato preliminare sull'inflazione di agosto, salita al 3,0% annuo dal 2,2% di luglio. Si tratta del tasso più elevato degli ultimi dieci anni (l'inflazione in Germania è invece salita il mese scorso sui massimi dal 2008). Parallelamente la lettura flash del Pmi Composite dell'Eurozona è scesa in agosto a 59,5 punti dai 60,2 punti di luglio. L'indice elaborato da Ihs Markit, che misura l'attività di manifatturiero e servizi, resta ampiamente sopra ai 50 punti che separano crescita da contrazione ma per diversi economisti il dato è il segnale di un rallentamento dell'Europa.

Minaccia pandemia ha dato all’Europa maggiore forza politica

Tutti i riflettori sono ora sulla Banca centrale europea, che terrà il suo prossimo meeting il 9 settembre. Gran parte degli economisti citati dalla Cnbc, prevedono che la Bce si trattenga dall'annunciare un ridimensionamento delle sue misure di stimolo, visto che la crisi del Covid-19 non può certo dirsi conclusa. Monti, comunque, rimane ottimista. “L’Europa ha gestito bene la pandemia. Ha garantito un aiuto economico e sociale e ha tolto molte restrizioni. L’emergenza ha dato all’Europa la forza politica di realizzare il Next Generation Eu", ha sottolineato, secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore.

(Raffaele Rovati)

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