L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 23 settembre 2021

La tattica e la strategia. Devono legittimare il Passaporto dei vaccini sperimentali, il 27 dicembre cominciano a scadere e non hanno la forza organizzativa di rimettere su tutto l'ambaradam per la terza vaccinazioni oltre al fatto che la routine diventa elemento di disaffezione che sposandosi agli elementi di verità che sempre più escono fuori porterà sempre più italiani a spezzare le catene della sottomissione considerata perniciosa ed inutile

Referendum sul Green Pass: osservate queste cose fondamentali! Questa è la mia posizione

-22 Settembre 2021


Si discute molto in maniera animata e con prospettive differenziate in questi giorni intorno al referendum per sopprimere il green pass o secondo la terminologia che preferisco infame tessera verde della discriminazione. Proverò di seguito a svolgere alcune rapsodiche considerazioni intorno a suddetto referendum, evidenziando motivi di criticità che mi inducono a pensare che sia opportuno non supportare una pratica di questo tipo. Preciso subito che il sottoscritto è totalmente contrario all’infame tessera verde della discriminazione e ciò per le ragioni che più volte ho avuto occasione di esplicitare. In primis dacché si tratta del ritorno della discriminazione a norma di legge, in secundis giacché l’infame tessera verde introduce forme di controllo bio-politico totale e totalitario, in terzo luogo l’infame tessera verde di fatto crea un conflitto civile tra gli italiani dividendoli e contrapponendoli tra benedetti e non benedetti.

Tuttavia ritengo che il referendum così come è stato affrontato possa essere pericoloso e rivelarsi un boomerang. In primi luogo dacché il referendum nella misura in cui introduce una discussione su questo tema già sta legittimando l’idea stessa dell’infame tessera verde. Se volessimo introdurre per absurdum la pena di morte non si bisognerebbe creare un referendum, bisognerebbe trovare opposizione immediata. Introdurre un referendum già legittimerebbe l’idea stessa da noi proposta. Introdurre l’idea di un referendum lascia spazio ad un criticità: già si sta legittimando un oggetto che merita solo opposizione e proprio perché viola i parametri della Costituzione non può nemmeno essere oggetto di un referendum. In secondo luogo, come motivo di contestazione del referendum, adduco questo: qualora dovesse avere un esisto negativo, ciò non è da escludersi, il potere dominante ne uscirebbe paradossalmente rinsaldato.

Non dobbiamo stupirci allora che in questi giorni i rotocalchi aziendali, come La Repubblica, abbiano propagandato benevolmente l’idea del referendum come espressione di democrazia, quasi come se avessero ampiamente colto il benefico tratto potenzialmente dal referendum per i padroni. Possiamo dire in effetti che se dovesse andare male il referendum il potere ne uscirebbe rinsaldato. Non dimentichiamo che il potere detiene non i solo mezzi della produzione ma anche quelli della comunicazione quindi riuscirebbe molto agevolmente a far vincere la parte favorevole al mantenimento dell’infame tessera verde. Per tutte queste ragioni ritengo che sia pericolosa l’idea del referendum e che meglio sia contestando fermamente e incondizionatamente l’infame tessera verde che nega i principi fondamentali della costituzione e che in quanto tale non può essere oggetto di un referendum ma solo di un’opposizione democratica e pacifica senz’altro.

RadioAttività lampi del pensiero con Diego Fusaro

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