L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 24 settembre 2021

L'ideologia dei vaccini sperimentali impone l'accanimento giudiziario contro chi non vuole fare da cavia e non si vuole far inoculare un non vaccino

 Vi giriamo la risposta unitaria dei manifestanti milanesi ai pesanti provvedimenti penali (indagini per violenza privata, sanzioni pecuniarie, DASPO da Milano) nei confronti di alcuni manifestanti come noi erroneamente ritenuti gli “organizzatori” della protesta e perciò vittime di un accanimento giudiziario senza precedenti.

 Ciò che più colpisce di questi provvedimenti giudiziari e’ la sproporzione tra il “reato” contestato (partecipazione a corteo non autorizzato) e le misure intraprese, oltre all’evidente volontà’ di punirne dieci per educarne cento, nell’impossibilita’ di indagare tutte le migliaia di persone che si uniscono al corteo ogni sabato e a cui potrebbero essere contestati gli stessi reati di cui sono accusati gli “organizzatori”.

Ci chiediamo: se gli stessi provvedimenti fossero stati presi in Russia contro alcuni manifestanti dell’opposizione, come avrebbero reagito i grandi media italiani e internazionali?
Vi giriamo la risposta unitaria dei manifestanti milanesi ai pesanti provvedimenti penali (indagini per violenza privata, sanzioni pecuniarie, DASPO da Milano) nei confronti di alcuni manifestanti come noi erroneamente ritenuti gli “organizzatori” della protesta e perciò vittime di un accanimento giudiziario senza precedenti.

 Ciò che più colpisce di questi provvedimenti giudiziari e’ la sproporzione tra il “reato” contestato (partecipazione a corteo non autorizzato) e le misure intraprese, oltre all’evidente volontà’ di punirne dieci per educarne cento, nell’impossibilita’ di indagare tutte le migliaia di persone che si uniscono al corteo ogni sabato e a cui potrebbero essere contestati gli stessi reati di cui sono accusati gli “organizzatori”.

Ci chiediamo: se gli stessi provvedimenti fossero stati presi in Russia contro alcuni manifestanti dell’opposizione, come avrebbero reagito i grandi media italiani e internazionali?

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