L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 14 settembre 2021

L'inflazione c'è, gli acquisti diminuiscono e diminuiranno ancora, non si produce lavoro neanche precario, l'economia rallenta in Cina, Regno Unito e Stati Uniti, Euroimbecilandia non pervenuta ma non sta bene. Il CAPITALISMO GLOBALE TOTALIZZANTE di cominci a preoccupare, ci investirà di una malattia v'attela pesca? del CROLLO CLIMATICO? di una guerricciola? Paura&terrore come necessario indispensabile metodo di governo, non dobbiamo avere tempo per riflettere

5 appuntamenti chiave da seguire questa settimana

Economia12.09.2021 13:03

© Reuters

Di Noreen Burke

Investing.com - Con la Federal Reserve che entra nel tradizionale periodo di blackout prima della prossima riunione politica di settembre, l'attenzione degli investitori in questa settimana si sposta sull'inflazione statunitense e britannica per il mese di agosto. Inoltre, verranno seguiti da vicino i discorsi dei funzionari della Banca centrale europea dopo la decisione di rallentare il ritmo del programma Pepp. Inoltre, dalla Cina potrebbero arrivare conferme sul rallentamento della ripresa della seconda economia mondiale. Ecco i principali eventi di questa settimana:

1. Inflazione Usa

I dati di martedì sull'inflazione dei prezzi al consumo saranno forse il momento clou in ottica di politica monetaria, con la Federal Reserve che ha già indicato che possibilmente entro la fine dell'anno verrà ridotta la liquidità nel sistema tramite minori acquisti di MBS e titoli di Stato (ora a $120 miliardi mensili).

Gli operatori di mercato esamineranno anche i dati di giovedì sulle vendite al dettaglio, che dovrebbero diminuire per il secondo mese consecutivo, nonché i rapporti sulla produzione industriale e i dati dell'Università del Michigan sul sentiment dei consumatori.

2. Direzione azionario

I numeri sull'inflazione negli Stati Uniti di martedì potrebbero dettare la direzione del mercato nella prossima settimana, tra le preoccupazioni che l'aumento dell'inflazione possa spingere la Fed a ritirare le misure di stimolo monetario.

Negli ultimi giorni, diversi funzionari della Fed hanno indicato l'occupazione Usa di agosto (di molto sotto le attese) non dovrebbe impedirebbe alla banca centrale di iniziare a ridurre il quantitative easing entro la fine dell'anno.

Nonostante la prospettiva di un tapering, Mark Haefele, chief investment officer di UBS Global Wealth Management, ha affermato di aspettarsi che le banche centrali mantengano i tassi di interesse sui livelli attuali: "Questo è positivo per i mercati azionari, in particolare le aree cicliche e di valore del mercato. E mentre questo complica la ricerca di rendimento, continuiamo a vedere opportunità".

3. Dati dal Regno Unito

La scorsa settimana il governatore della Banca d'Inghilterra Andrew Bailey ha avvertito che la ripresa economica nel Regno Unito è in fase di rallentamento, quindi attenzione ai numeri che arriveranno questa settimana su inflazione, occupazione e vendite al dettaglio, in vista della riunione della BoE il 23 settembre.

Martedì, focus sull'occupazione dopo un aumento record dell'8,8% nella crescita dei salari a giugno. La fine dei sostegni governativi, una sorta di cassa d'integrazione, potrebbe spingere più persone sul mercato del lavoro, ma la carenza di competenze potrebbe rischiare di alimentare pressioni sui prezzi guidati da strozzature dell'offerta e prezzi delle materie prime.

4. Discorsi membri Bce

Nell'Eurozona, verranno seguiti molto da vicino i discorsi del capo economista BCE Philip Lane e il governatore della Banca di Finlandia Olli Rehn, con gli investitori che cercheranno maggiori informazioni sulla decisione della scorsa settimana di ridurre il ritmo degli acquisti di obbligazioni di emergenza nel prossimo trimestre.

La mossa è vista come un primo passo verso l'allentamento dello stimolo di emergenza da 1.850 miliardi che la BCE ha messo in campo per sostenere l'economia della zona euro durante la pandemia di coronavirus.

5. Cina

La Cina rilascerà mercoledì i dati su produzione industriale, vendite al dettaglio e investimenti in immobili, che mostreranno l'impatto economico di un diffuso aumento di casi Covid nel mese di agosto, che ha visto Pechino chiudere parzialmente il terzo porto più trafficato del mondo e imporre nuove restrizioni in alcuni aree del paese.

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