L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 25 settembre 2021

Mattarella Mattarella fa strame della Costituzione e abdica al suo ruolo di garante per favorire Draghi, lo stregone maledetto, che toglie reddito a chi non vuole far da cavia ai vaccini sperimentali. Lo strumento costituzionale è l'obbligo di legge con la riserva costituzionalmente sancita da: La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana

24 Settembre 2021 09:00
Green Pass e lavoro: perché è una misura incostituzionale

Savino Balzano


Penso che la scelta di prevedere, a queste condizioni, il green pass obbligatorio su tutti i luoghi di lavoro sia profondamente sbagliata.

Come tutti sanno, il certificato è ottenibile seguendo tre percorsi alternativi: tutti leciti e previsti dalla legge.

L'introduzione del green pass secondo le attuali regole è gravemente discriminatoria: favorisce chi, come me, ha deciso di sottoporsi gratuitamente alla vaccinazione, a scapito di chi invece legittimamente decida di ricorrere al tampone.

A prescindere dal fatto che nessuno strumento è sicuro quanto il tampone nel prevenire il contagio (e vale per tutti: vaccinati e non), ciò che più di ogni altra cosa mi indigna è la chiara volontà di eludere una previsione costituzionale.

Di fatto il green pass sul lavoro obbliga alla vaccinazione: pochi possono permettersi la spesa di tutti quei tamponi e pertanto si è letteralmente costretti a percorrere la via del vaccino.

Il punto è però questo: l'articolo 32 della Costituzione stabilisce come tale obbligo non possa che essere esplicitamente individuato da una legge specifica.

Il green pass a queste condizioni rappresenta una misura irresponsabile e surrettizia di obbligo vaccinale, incostituzionale e al quale potranno sottrarsi solo i più ricchi.

Pertanto profili di incostituzionalità a mio avviso si registrano anche in relazione al principio di eguaglianza, oltre che al diritto al lavoro.

È una misura sbagliata, incostituzionale, iniqua e nemica della comunità del lavoro: nonostante questo capace di incidere persino su un altro diritto costituzionale, quello alla retribuzione.

Inoltre è una misura profondamente divisiva, supportata infatti da una narrazione violentissima, diramata attraverso un sistema mediatico completamente asservito al governo.

Il tampone, salivare (più economico e soprattutto meno invasivo) deve essere gratuito e nella disponibilità di tutti. Questo per garantire a chiunque il diritto alla salute, come forma di prevenzione e di contrasto al contagio, e come garanzia di equità e libertà.

È semplice, è sempre facile: basta leggere la Costituzione.

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