L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 7 settembre 2021

Non si devono curare i pazienti dell'influenza covid a casa pena procedimento di sospensione dall'Ordine dei medici, se poi a questo ci si aggiunge la mancata vaccinazione sperimentale...

«In un anno e mezzo ho curato mille pazienti In ospedale solo anziani con altre patologie»


Il “protocollo” del dottor Szumski: «Non uso la stessa tecnica per tutti, creo percorsi diversi»

V.C.05 SETTEMBRE 2021

l’intervista

Idrossiclorochina tossica per il cuore e inefficace contro il Covid? «Roba vecchia, se ne parlava già l’anno scorso. Bisogna capire come la si utilizza. Io la prescrivo a livello domiciliare in pazienti precoci». Il dottor Riccardo Szumski, medico di famiglia e sindaco di Santa Lucia di Piave, difende il suo operato e non concorda con lo studio appena pubblicato sull’American Journal of Medicine e citato dall’Ulss di Marca che bolla il farmaco anti-malarico idrossiclorochina come inutile contro il virus e addirittura pericoloso per il sistema cardiaco.

In cosa consiste la “terapia domiciliare Szumski”?
«Non uso la stessa terapia su tutti i pazienti, creo un percorso sartoriale, adattato al singolo caso. La base è un mix di farmaci: in prima battuta antinfiammatori quali Aspirina e Aulin, in seconda istanza l’idrossiclorochina o similari, poi il cortisone e l’eparina. Nelle fasi iniziali anche ivermectina, la cui sperimentazione è stata avviata».

Quest’ultimo è un farmaco antiparassitario usato anche dai veterinari per i cavalli e negli Stati Uniti sta crescendo l’allarme per i casi di avvelenamento. Le sue terapie domiciliari funzionano?
«In un anno e mezzo ho curato almeno un migliaio di pazienti, oltre ai miei assistiti anche gente che mi scrive e telefona da tutta Italia. Mi contattano e gli do la terapia. Chiaro che nessuno ha la presunzione di dire che abbiamo trovato la soluzione ma i pazienti devono essere supportati dal medico, non vogliono sentirsi dire prendi la tachipirina sennò vai in ospedale».

Qualcuno dei suoi pazienti è finito in ospedale?
«Sì qualcuno c’è stato. Persone di età avanzata con patologie sovrapposte quali diabete, problemi cardiaci, che magari non hanno aderito alla terapia anti-Covid. Grazie a Dio ne sono venuti fuori, qualcuno anche dopo l’intubazione. E poi bisogna discernere i casi curati in fase precoce e chi dopo dieci giorni di febbrone, qualcuno di questi ha avuto esito infausto».

Quanto costa il pacchetto di cure da lei proposto?
«Io mando le ricette e i pazienti acquistano i farmaci, non sono costi stratosferici, a parte l’eparina che per 10 fiale si spendono 60 euro, per una scatola di cortisone sono 5 euro, gli altri prodotti sono sulla stessa fascia di prezzo. Nel caso dell’idrossiclorochina questa viene usata off-label perché il Consiglio di Stato non la considera a carico del sistema sanitario nazionale».

Le cure domiciliari sono infallibili?
«Noi abbiamo tentato di trovare risposte nella pratica, senza pretese. All’inizio avevamo il deserto di fianco, abbiamo cercato soluzioni, le testimonianze di stima dei pazienti ci sono. So che l’obiezione che ci viene mossa è che sarebbero guariti lo stesso, ma io ho radiografie di polmoniti bilaterali che sono state trattate e guarite a casa. Il mio compito è curare le persone, insieme ai colleghi stiamo raccogliendo i dati di quanto fatto per presentarli al Ministero della salute».

Novità sul procedimento di sospensione dell’Ulss per la sua mancata vaccinazione? E su quello dell’Ordine dei medici per l’utilizzo delle terapie domiciliari anti-Covid?
«No comment». —

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