L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 15 settembre 2021

Se abbiamo paura della CO2 metabolizzate dalle piante, aumentiamo le foreste e proteggiamole

Cina: l’abolizione del CO2 “non ha basi scientifiche”

Secondo Ding Zhongli, il principale climatologo cinese e vicepresidente dell’Accademia cinese delle scienze, non ci sono prove scientifiche affidabili di un’interdipendenza tra l’aumento delle temperature e la concentrazione di CO2. La temperatura globale potrebbe essere determinata anche dal sole. Perché allora, si chiede Ding Zhongli, i paesi industrializzati hanno avanzato una tale “dubbia teoria scientifica”? E la impongono come verità  totalitaria?

Al “Vertice sul clima” di metà aprile 2021, Cina, Russia e India si sono rifiutate di seguire pienamente gli obiettivi del “Grande Reset” e del “Green Deal”, il Patto Verde he  è parte del Grand Reset. .

In aprile, l presidente cinese Xi Jinping è stato il primo oratore ad annunciare : nessun cambiamento negli obiettivi della Cina per le emissioni di carbonio o l’uso del carbone e dell’energia nucleare. Piuttosto, ha sottolineato il principio che fa la differenza fondamentale per la “filosofia verde” in Occidente ponendo l’accento sull’aumento della produttività attraverso la scienza: “Proteggere l’ambiente significa proteggere la produttività e migliorare l’ambiente significa aumentare la produttività –

Il presidente russo Putin, nella stessa sede,  ha sottolineato che la Russia ha dimezzato le emissioni di carbonio dagli anni ’90. Come la Cina, la Russia ha un serio problema di inquinamento reale che risolve con l’effetto collaterale di ridurre le emissioni. E come la Cina, vuole più centrali nucleari che “non producono quasi nessuna emissione di gas serra”.  Ha concluso ricordando che dobbiamo combattere la povertà e colmare il divario tra ricchi e poveri. Sia Xi che Putin hanno anche sottolineato che la politica climatica, come tutte le questioni globali, dovrebbe essere discussa nel quadro delle Nazioni Unite, il che è in diretto contrasto con l'”ordine basato su regole” unilaterale propagato da Washington e Bruxelles e sostenuto dalla NATO. .

Ora interviene  Ding Zhongli, il più importante climatologo cinese   a riaffermare quello che i nostri lettori sanno:  non ci sono prove scientifiche affidabili    che  l’aumento delle temperature   dipenda dalla concentrazione di CO2. La temperatura globale potrebbe essere determinata anche dal sole. L’attività umana quindi non può essere l’unico fattore alla base dell’aumento della temperatura negli ultimi cento anni. Perché allora, si chiede Ding Zhongli, i paesi industrializzati hanno avanzato una tale “dubbia teoria scientifica”? Perché la loro vera intenzione non era limitare l’aumento della temperatura globale, ma limitare lo sviluppo economico dei paesi emergenti e in via di sviluppo! Poiché gran parte del vertice sul clima è stato dedicato al “Grande Reset”, un programma per demolire le industrie e ridurre la popolazione, questo sospetto non può essere respinto a priori”.  Confronto Rispetto al folle programma di riduzione del CO2 che  ci impone la UE e stroncherà le economie con  rincari del 40% e più per l’energia, la  posizione cinese  è  modello di razionalità e concretezza.

Perché le voci del buon senso devono arrivare dal  regime cinese? Recentemente Xi ha vietato – vietato  – ai giovani cinesi di  consumare in videogiochi   più di tre ore la settimana. I media  occidentali hanno ghignato chiedendosi come farà Xi a  controllare che i suoi ragazzi gli obbediscano. Ma la cosa più  importante è che il capo abbia definito i videogiochi –  un  business multimiliardario, di cui la Cina ha una fetta grossa – “oppio spirituale” :    frase che ha una risonanza speciale per i cinesi che hanno imparato a  scuola cosa fu “la guerra dell’oppio” con cui l’impero britannico li asservì e indebolì.

In Italia, 2 milioni  di giovani senza studio né lavoro

Va riconosciuto che almeno, il regime cinese dei suoi giovani si preoccupa e li vuole migliori e preparati ad affrontare la vita  con dignità..  Il regime di Draghi si infischia degli oltre 2 milioni di giovani da 15 ai 29 anni che “non studiano né lavorano”: dovrebbe essere u’emergenza nazionale:  in Sicilia il 40% dei giovani sono in quella condizione, a Crotone il 48%, la metà.  Due milioni senza formazione e senza qualifica,  non occupati che stanno diventando in occupabili e formeranno  – bisogna pour mangiare, sopravvivere – manovalanza per qualunque illegalità.  In Italia si impongono le  mascherine agli scolari, infischiandosi dei danni psicologici e relazionali  –  ben noti – che questi si porteranno addosso da adulti.  La Cina riconosce che i videogiochi perturbano lo sviluppo socialeed educativo dei suoi giovani, e li sprona a   diventare ambiziosi: studino per diventare  capaci di lavorare nelle “migliori industrie di semi-comduttori, di intelligenza artificiale   che la Cina deve darsi”.   Il regime sta cancellando la “cultura delle celebrità” di tipo americano in   cui i suoi miliardari diventano modelli di comportamento  e di stile per la gioventù. Le gramdi imprese dei miliardari non rappresentano gli interessi della società nel loro insieme.  E’ in corso una grande rivoluzione educativa  contro l’individualismo egoista. Il motivo è chiarito dall’intervento cinese sul Clima:  la feroce riduzione  energetica che la UE, suicida, applica anzitutto a se stessa per delirio ideologico, è  parte del Grand Reset, dello spopolamento programmato. La Cina   non ci sta alla menzogna. Non partecipa alla de carbonizzazione  ideologica.   Non tollera milioni di giovani che non studiano né lavorano. Non considera i popoli superflui e inquinanti da ridurre, come i miliardari di Davos e i loro Draghi in ogni paese. La Dittatura Verde in corso in Europa, non l’approva.

(Immagine fuori testo:

 

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