L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 4 settembre 2021

Se un nostro bambino muore dovremmo stanare le televisioni e tutti gli opinionisti-giornalisti-sapientoni uno ad uno, NON lo faremo ma non dimenticheremo. Medici del Bambino Gesù di Roma dovrebbero riflettere di più prima di aprire bocca o sono troppo abituati ai viaggi premi, a pranzi a gratis?

03 Settembre 2021 17:30
Gli esperti inglesi del JCVI bloccano i vaccini Covid per i giovani sani

La Redazione de l'AntiDiplomatico


Niente vaccinazioni per i giovani sani nella fascia d’età 12-15 anni nel Regno Unito. Il Comitato congiunto per la vaccinazione e l'immunizzazione (JCVI), ovvero gli esperti del comitato medico-scientifico britannico indipendente che assiste il governo di Boris Johnson sulla campagna vaccinale anti Covid, ha stabilito che il rapporto fra rischi e benefici per questa fascia d’età non suggerisce il via libera basato solo su considerazioni di cautela sanitaria generale.

Per questo motivo la vaccinazione in quella fascia d’età non è raccomandata. Mentre invece la vaccinazione è raccomandata per i giovani più a rischio, cioè con altre patologie concomitanti come malattie croniche cardiache, polmonari, renali, epatiche e neurologiche.

La decisione arriva esattamente una settimana dopo che il Dipartimento della salute e dell'assistenza sociale (DHSC) ha confermato che erano in corso i preparativi per garantire che il servizio sanitario nazionale fosse pronto a offrire vaccini contro il coronavirus a tutti i giovani dai 12 ai 15 anni in Inghilterra dall'inizio di settembre.

La decisione del Regno Unito segue la scelta analoga della Germania nel non raccomandare la vaccinazione nei soggetti giovani sani. Robert Dingwall, membro del Comitato congiunto per la vaccinazione e l’immunizzazione e professore emerito e direttore fondatore dell’Istituto di Scienza e Società, Università di Nottingham, scriveva su Twitter: «Gli adolescenti sono intrinsecamente a basso rischio di Covid. I vaccini devono essere eccezionalmente sicuri per superare i rischi. Dato il basso rischio di Covid per la maggior parte degli adolescenti, non è immorale pensare che possano essere meglio protetti dall’immunità naturale generata dall’infezione piuttosto che chiedere loro di correre il possibile rischio di un vaccino. La pandemia finirà attraverso l’immunità della popolazione, sia per la vaccinazione che per l’infezione precedente. Un’ultima ondata di infezioni lievi nei giovani non vaccinati potrebbe essere ciò che stiamo vedendo ora…».

Nessun commento:

Posta un commento