L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 14 settembre 2021

Stagflazione 14 - La catena d'approvvigionamento arranca, i costi delle materie prime aumentano, i redditi sono deflazionati, ma cosa pretende il CAPITALISMO GLOBALE TOTALIZZANTE che la barca si radrizzi da sola? I politici decisori troppo presi a guardare il proprio ombelico

La crisi della supply chain potrebbe durare ancora a lungo, e portarci in stagflazione

13 Settembre 2021 


Le difficoltà nella supply chain globale, come per esempio la crisi dei chip ma non solo (avete provato a comprare una bici o dei componenti negli ultimi mesi?) potrebbero protrarsi ancora per uno o due anni, se non di più, e portare i mercati in una situazione di stagflazione come avvenne negli Anni '70; è l'analisi del famoso e rispettato economista Mohamed El-Erian, pubblicata stamattina sul Financial Times. L'analisi si concentra prevalentemente sul mercato statunitense, ma le implicazioni sono evidenti per un po' tutto il mondo - specialmente nel settore tech, per ovvie ragioni.

La stagflazione è una condizione del mercato in cui i prezzi aumentano (inflazione), ma l'economia non cresce realmente (stagnazione). Facendo fatica a trovare componenti e a fabbricare i propri prodotti, le aziende saranno (in effetti sono: il fenomeno è già iniziato) costrette a incrementare i prezzi, ma non perché c'è troppa domanda - o almeno non solo: il problema sono le chiusure forzate delle fabbriche per colpa del coronavirus, i porti congestionati, la scarsità di container, i costi di trasporto in impennata e la carenza di lavoratori, che stanno imparando a puntare i piedi per ottenere salari più dignitosi.

Secondo El-Erian, sono sempre di meno gli amministratori delegati che credono che i problemi di approvvigionamento di componenti, siano solo un fenomeno temporaneo che rientrerà entro qualche mese. E l'ipotesi di stagflazione diventa uno dei cardini delle strategie di pianificazione delle strategie aziendali future.

Purtroppo, sempre secondo la fonte, le istituzioni e i governi non si stanno dimostrando altrettanto rapidi a interpretare i segnali del mercato e intervenire per scongiurare l'avverarsi di questo scenario. Sarebbe molto più semplice ed economico che attivarsi quando il danno è ormai fatto.

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