L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 13 settembre 2021

Un silenzio tombale sulla farsa che ci vuole asserviti pieni di paura&terrore, proni all'ideologia dei vaccini sperimentali

Blade runner in Svizzera



Un piccolo apologo pandemico per mandare a letto la domenica: se qualcuno volesse la prova dell’ipocrisia e della mistificazione che sta dietro il terrorismo sanitario basti pensare che domani scattano in Svizzera le misure di discriminazione dei non vaccinati per tentare di costringerli a farsi le iniezioni comandate da Big Pharma. Ma la polizia che dovrebbe far rispettare l’atto di disuguaglianza sociale non è per nulla tenuta a queste stesse regole: vale a dire i poliziotti non sono a loro volta costretti a presentare un qualunque attestato vaccinale o di test negativo o di superata malattia. Dunque gli agenti che controllano i certificati dei cittadini non hanno a loro volta alcun certificato e nessuno ovviamente ha la facoltà o la possibilità di chiederglielo. E tanto per rendere chiara la situazione meno di un terso dei poliziotti svizzeri è vaccinato. Ma obbligarli potrebbe significare la rivolta, mentre costringere i cittadini è molto più facile.

Ancora una volta siamo di fronte a un esempio di follia, ma i narratori di questa favola piena di strepito e di nulla hanno sempre una risorsa da mettere in campo, una cazzata per porre rimedio almeno alla vista dei gonzi e così per nascondere questo ennesimo paradosso i poliziotti indosseranno le mascherine che com’è ben noto per volontà politica proteggono da tutto, tranne che dalla stupidità. E così agenti mascherati e non vaccinati daranno la caccia ai non vaccinati come in una specie di blade runner elvetico. Il ceto politico formato da replicanti dei poteri economici che disperatamente insiste con questa robaccia da banana states e spara cazzate senza fine sul pericolo del covid con dati manipolati quando non apertamente ridicoli, laddove il pericolo è semmai proprio nelle vaccinazioni, non ha ancora capito che se anche riescono a portare qualche persona in più sotto l’iniezione, aumentano però la determinazione di chi rifiuta di fare da cavia e di ri fiuta di stare a un gioco che ha nessun presupposto giuridico.

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